mercoledì 22 aprile 2015

Avviso rivolto a tutte le amiche che mi seguono:

 il blog chiude per un mese
in quanto domani partirò in Sardegna dai miei e da mia nonna (che non sta benissimo...).
Non avendo la possibilità di accedere ad internet per un mese non potrò pubblicare ricette nè passare a lasciare commenti nei vostri blog...
ci sentiamo al mio ritorno:)))
un abbraccio e un bacione  a tutte e grazie di cuore per tutto l'affetto che mi mostrate attraverso i vostri commenti:)))

lunedì 20 aprile 2015

Tegame di baccalà, patate e pomodoro e nota finale relativa alla ricetta del baccalà come lo fa mia madre;)





A parte le ricette di famiglia (quelle che hanno un ruolo di preminenza all'interno del mio blog in quanto le ritengo importanti, meritevoli di essere considerate e per me rivestono un grande valore affettivo) ogni tanto ho proposto qualche ricetta presa dal canale Sky del Gambero Rosso, appuntata nei foglietti e da provare (nello specifico il dolce arrotolato con ricotta e cioccolato e  i biscottini alla crema di limone). Il mio programma preferito è quello della chef Laura Ravaioli: mi piacciono molto le ricette che propone, mi piace il suo modo di spiegarle e mi piacciono i risultati che ottengo in quanto fin'ora sempre ottimi.
Questa che propongo è anch'essa una ricetta della Ravaioli, provata qualche giorno fa, anch'essa mi è piaciuta tantissimo nonostante la semplicità degli ingredienti utilizzati, in quanto, pur trattandosi di una preparazione al forno si mantiene umida (vi è il sughetto sotto che si viene a creare in cottura grazie ai pomodori rossi e maturi che ho utilizzato e che conferiscono tra l'altro al tutto un buonissimo sapore.. ) e in conseguenza a ciò può essere benissimo preparata la mattina per la sera ma anche il giorno dopo è sempre buonissima, anzi, riposando i sapori che la costituiscono si amalgamano meglio tra loro. Non si asciuga per niente (data la copiosa presenza del sughetto sottostante) ma risulta sempre umida e gradevolissima.
Vi voglio proporre questa ricetta in quanto a me è piaciuta veramente tantissimo e vi invito a provarla;) la presenza del rosmarino, dei semi di finocchio, dei pomodori ( tassativamente rossi e maturi e con un buon sapore altrimenti secondo me si rovina tutto, anche perchè i pomodori si mangiano!), delle patate e del baccalà nell'insieme creano un connubio di sapori che si abbinano alla perfezione tra loro...ottima veramente;)
A fine post vi rimando invece ad un'altra ricetta (di cui carico solo la foto ma scrivo il link che vi rimanderà alla stessa all'interno del mio  blog) relativa al baccalà: completamente diversa da questa in quanto il baccalà è cotto non al forno ma in tegame e  gli ingredienti utilizzati sono molto differenti. La ricetta in questione (postata tanto tempo fa, agli albori del mio blog, quindi sicuramente sfuggita a tantissime di voi) appartiene a mia madre ed è anch'essa veramente ottima , vi consiglio di provarla:))
Ma con ordine andiamo alla prima ricetta:

Ingredienti: (potete benissimo fare mezza dose, io avevo 600 gr di baccalà bagnato e dissalato e ho fatto le adeguate proporzioni;)

1 Kg di baccalà (pesato già bagnato quindi dissalato)
1 Kg di pomodori rossi maturi di buona qualità
1 Kg di patate  a pasta gialla
1 cucchiaio di semi di finocchio
100 gr di olio extravergine d'oliva
4\5 spicchi d'aglio
sale
pepe nero
rosmarino a piacere

Operazione preliminare e importantissima da compiere è quella di mettere a mollo il baccalà in una bacinella con acqua.
Per i tempi io mi regolo in questo modo: la mattina lo mettiamo a mollo. Verso l'ora di pranzo lo si sciacqua bene sotto l'acqua corrente e lo si mette di nuovo a mollo nella bacinella con altra acqua.
Nel pomeriggio (magari tardo pomeriggio) lo si sciacqua di nuovo sotto l'acqua corrente e di nuovo lo si mette nella bacinella con acqua nuova e pulita.
Prima di andare a letto sciacquare di nuovo(sempre  benissimo, mi raccomando!) sotto l'acqua corrente il baccalà e riporlo di nuovo nella bacinella con acqua pulita e nuova.
(in un giorno compiere quest'operazione in totale 3 ma anche 4 volte, se si vuole essere ancora più sicuri).
L'indomani mattina, appena ci svegliamo, di nuovo sciacquiamo il baccalà sotto l'acqua corrente, di nuovo lo mettiamo nella bacinella con acqua nuova e pulita. Verso l'ora di pranzo sciacquiamo di nuovo il pesce, e cambiamo di nuovo l'acqua....
Nel pomeriggio possiamo cucinare il baccalà.


Intanto prepariamo le patate: sbucciarle e lavarle, quindi tagliarle a metà nel senso della lunghezza.
Se sono piccole dopo aver compiuto quest' operazione tagliarle direttamente a pezzi se grandi tagliarle ulteriormente a metà nel senso della lunghezza e quindi a pezzi. Questi ultimi non devono essere troppo piccoli.


Portare a bollore abbondante acqua salata, appena bolle versare le patate. Da questo momento attendere che l'acqua riprende il bollore e contare due minuti.


Scolarle con la schiumarola e sistemarle in un colapasta.
Prendere una teglia da forno di adeguate dimensioni, versare nel fondo i semi di finocchio, l'olio, le patate e mescolarle (anche con  le mani, delicatamente) in modo che si impregnino dell'olio e dei semi di finocchio.
Peparle, mettere rosmarino a piacere e l'aglio in camicia schiacciato.


Avremo intanto privato il baccalà della pelle e l'avremo tagliato a tocchetti non troppo piccoli...


Adagiarlo sulle patate..


tagliare i pomodori (precedentemente messi a mollo in acqua e bicarbonato per almeno mezz'ora) a fette di  1 cm di spessore) salarle e peparle.


Disporre i pomodori sopra il baccalà e irrorare con olio extravergine d'oliva.


Cuocere in forno preriscaldato (io ho utilizzato il fornetto De Longhi ventilato)  a 180° per 35\40 minuti.
Per sicurezza (temevo si asciugasse) ho coperto con l'alluminio per buona parte della cottura ma volendo credo che si possa anche lasciare così (il sughetto era davvero molto copioso grazie ai pomodori maturi quindi non credo che il non coprire possa comprometterne in modo significativo la presenza..voi fate come preferite ma tenete presente che comunque il sughetto sottostante è tassativo!).




le foto non saranno particolarmente invitanti ma vi posso garantire la bontà di questo piatto!!!



Ecco le foto della ricetta di mia madre relativa al baccalà:
Per vedere la ricetta relativa cliccate qui


venerdì 10 aprile 2015

Impanata Ragusana di agnello




Eccomi finalmente con un'altra ricetta che ho incluso all'interno della categoria 'scaccie ragusane', eseguita in occasione di queste recenti festività pasquali.
Si tratta dell'impanata di agnello (ma c'è chi non ama questa carne in quanto in zona viene utilizzato soprattutto l'agnello grande dal sapore forte e non sempre apprezzato da tutti....quindi sostituisce con il tacchino o il pollo, conditi nel medesimo modo, sebbene vi sia chi aggiunge piselli o carciofi, condimenti che qualcuno utilizza anche per le impanate di agnello..).
La ricetta che seguo appartiene a mia suocera e per quanto non amo l'agnello grande ma solo quello da latte devo dire che  è veramente buona in quanto sebbene lei non utilizza il mio preferito (ma nessuno lo fa, qui è assai diffuso l'agnellone o comunque l'agnello non da latte) il risultato è molto buono poichè la polpa da lei adoperata non è di agnellone grande (dal sapore e dall'odore forte) ma la coscia dissossata dell'agnello medio (chiamiamolo così) non paragonabile sicuramente a quello da latte ma neanche all'agnellone..inoltre lei lo condisce con la cipolletta fresca, pane grattugiato tostato, prezzemolo fresco tritato, pepe nero, olio extravergine d'oliva oltre che sale..quindi viene insaporito abbastanza e nel'insieme il ripieno dell'impanata risulta molto gradevole e gustoso.
Qui nel ragusano vi è la tradizione di preparare le impanate per la vigilia di Pasqua (insieme alle scaccie, alle quali ho dedicato un'etichetta apposita nel mio blog...una saga ancora non giunta al termine...una specialità veramente buonissima io le adoro tutte...).
Ma ecco la ricetta in questione:

Ingredienti: (dose per circa quattro impanate ma un pò d'impasto è avanzato e, dal momento che a parte per lo sfoglio ricotta e salsiccia l'impasto delle scaccie è sempre uguale  a livello di ingredienti utilizzati, quello avanzato l'ho utilizzato per realizzare alcune scaccie al pomodoro e formaggio;).

1 kg di farina di semola rimacinata
1 cubetto di lievito di birra
4 cucchiaini da caffè di sale fino
olio extravergine d'oliva ( dovrebbe essere 50 gr ogni kg di farina)acqua q. b. ad ottenere un impasto non troppo duro nè troppo molle

1, 800 Kg circa di cosciotto d'agnello dissossato e ridotto a pezzi non troppo grandi
cipolletta fresca
qualche manciata di pane grattugiato precedentemente tostato nel padellino con un filino di olio extravergine d'oliva, mescolando continuamente con il cucchiaio di legno finchè risulterà dorato
prezzemolo fresco tritato
sale
pepe nero
olio extravergine d'oliva (abbondante in quanto altrimenti la scaccia risulterà asciutta e sgradevole)


La sera precedente preparare il ripieno: condire in una terrina la carne di agnello con: cipolletta fresca a pezzetti, sale, pepe nero, pane grattugiato tostato e olio extravergine d'oliva abbondante. Conservare tutta la notte in frigo. La mattina dopo se necessario aggiungere un altro pò di olio.


Mettere la farina in una terrina (o nel piano da lavoro) e unirvi l 'olio, il lievito sciolto in pochissima acqua appena intiepidita, unire ora a poco a poco altra acqua e il sale.
L'acqua dev'essere in quantità necessaria a creare un impasto nè troppo molle nè troppo duro, quindi va aggiunta poco per volta. Lavorare bene il composto fino ad ottenere un impasto liscio e bello omogeneo.
Quando è pronto conferirgli la forma di una palla, fare una croce sopra con il coltello e fare lievitare dentro una ciotola ben coperto in luogo lontano dalle correnti (io in genere lo metto dentro il forno spento) per circa 1 oretta o tre quarti d'ora (i tempi di lievitazione sono inferiori a quelli della pizza), quando sarà pronta,  la croce   incisa con il coltello sopra la pasta si dovrebbe spaccare...



Dividere l'impasto in panetti tondi e stendere con il mattarello ottenendo una sfoglia circolare dallo spessore non troppo sottile ma tendente al grosso (in quanto la carne deve cuocere).


Adagiare parte del ripieno come in foto .....


chiudere a mò di calzone aiutandoci con entrambe le mani..ovviamente sposteremo un pò il ripieno dalla parte superiore a quella inferiore non si dovrebbero sovrapporre i pezzi di carne)....congiungendo benissimo la parte superiore della sfoglia con quella inferiore, pigiare benissimo con le dita in modo da congiungere le due parti, eliminare con le forbici la pasta in eccesso....


creare il cordoncino facendo in modo che sia rivolto verso l'interno altrimenti l'impanata si apre....


punzecchiare la parte superiore con i nebbi della forchetta e ungere la superficie (compreso bordino) con l'olio  (questa volta ho seguito alla lettera la ricetta di mia suocera, io ungo la superficie a metà cottura  e in genere la doratura risulta molto più uniforme, ma stranamente anche in questo caso, al contrario di quanto pensavo, è stato così).
Un appunto: ho seguito la ricetta di mia suocera anche nella forma conferita, cioè a calzone o a scarpetta....ma moltissimi eseguono la forma classica dell'impanata: al momento di creare il cerchio, adagiare il ripieno al centro e coprire con un altro cerchio..sigillare i bordi con le dita, eliminare con le forbici la pasta in eccesso e creare il cordoncino sempre rivolto verso l'interno.
Voi potete fare la forma che preferite, il risultato finale non cambia!!
Adagiare le impanate in una teglia rivestita di carta forno e cuocere in due modi differenti in base al tipo di forno che avete (la cottura è un pò delicata).
1) se avete n forno a gas tradizionale con calore solo sotto e possibilità di accendere il grill procedete nel modo seguente: 
preriscaldate il forno a 200°, posizionate la griglia nella parte più alta del forno e cuocete per circa mezz'ora in modo che la carne abbia modo di cuocere lentamente ricevendo da lontano il calore solo sotto (questa parte pian piano si dorerà nel fondo).
Trascorsa la mezz'ora posizionate la griglia nella parte media del forno e accendete solo il grill sopra (spegnendo la  funzione che conferisce calore sotto) in modo che possa prendere colore nella parte superiore continuando anche a cuocere.
2) se avete un forno elettrico normale (che cuoce sia sopra che sotto contemporaneamente) impostate la temperatura a 180° e cuocere per tre quarti d'ora\ 1 ora

Operazione importantissima da compiere appena sforniamo le impanate: prenderle con una mano aiutandoci con un canovaccio da cucina spesso (altrimenti ci bruciamo!), inumidiamo l'altra mano sotto l'acqua corrente e la passiamo solo nella parte superiore dell'impanata, copriamo immediatamente con un canovaccio e avvolgiamo nella tovaglia. Facciamo intiepidire o addirittura raffreddare (il tempo minimo in cui le dovremo lasciare coperte è un'ora ma se attendono di più non ne risentiranno!).
Lo scopo di questa operazione particolare:  inumidendosi leggermene la pasta si ammorbidisce, e coprendo tutto immediatamente la carne continuerà a cuocere.

Eccola appena uscita dal forno....

Foto come sempre pessima, ma la ricetta è veramente buonissima e vi consiglio vivamente di provarla!!!

domenica 29 marzo 2015

Agnello allo spiedo, agnello ai finocchi e agnello con i carciofi..tre ricette sarde per partecipare alla raccolta 'La via dei Sapori ' di Serena

Accorpo in un unico post tre ricette tipiche della mia regione d'origine già postate tempo fa nel blog.
La mia amica Serena del blog Sfizi e Vizi ha ideato un'interessantissima raccolta che prende il nome di 'La via  dei Sapori'....questa volta riesco a partecipare, al contrario delle volte precedenti in cui sono sempre, puntualmente mancata.
 La tappa prevista è l'Italia, nello specifico le ricette regionali italiane...essendo originaria di due regioni inizio a partecipare inviando alcune ricette già postate che per attinenza tematica e per provenienza geografica ho pensato di accorpare in un unico post.
Si tratta di ricette già note in quanto presenti da tempo nel mio blog (l'agnello con i finocchi addirittura ai suoi albori!) ma meritevoli di considerazione in quanto mi rimandano con il pensiero al periodo della mia infanzia, quando questi piatti venivano regolarmente preparati in occasione delle principali festività, ai tempi sicuramente molto più sentite anche per la presenza di persone che ormai mancano da anni o che purtroppo non sono più autosufficienti...
il valore affettivo che mi lega a queste ricette è immenso, vivendo poi lontana dalla Sardegna i ricordi legati alle persone care sono amplificati all'ennesima potenza.
Sarò noiosa, ripetitiva, ma la presenza della materia prima eccellente qui è assolutamente tassativa....l'agnellino sardo da latte ha un sapore buonissimo, molto delicato diametralmente opposto a quello dell'agnello grande..e comunque in questo caso specifico penso che la bontà delle carni sia dovuta anche al pascolo..chi ha avuto modo di assaggiarlo può confermare quanto ho scritto....
pubblico le tre ricette con le foto vecchie e la stessa apertura al vecchio post, risalente a un pò di tempo fa....

Inizio con l'agnello allo spiedo, che insieme al maialetto e al capretto allo spiedo mi  riporta agli anni della mia vita trascorsi in Sardegna......



Si tratta di una specialità tipica  della Sardegna..nelle tavole di questa regione, in occasione di ricorrenze quali Natale e Pasqua, non manca mai, insieme al maialetto e al capretto (preparati nel medesimo modo).
Mesi fa avevo postato la ricetta del primo (su proceddu); per vederla cliccate qui
Tassativo è l'utilizzo dell' agnellino da latte (così come nelle preparazioni simili, a base di maialetto e capretto, è obbligatorio l'utilizzo di animali che presentano la medesima caratteristica), in quanto il sapore di tale carne è buonissimo e decisamente più delicato di quello dell'agnello adulto.
In Sardegna, per tradizione, l'utilizzo di queste carni è diffusissimo (anche a causa della pastorizia, una delle attività principali dell'isola), e in conseguenza a ciò  risultano facilmente reperibili.
La ricetta prevede la cottura al caminetto dell'agnello, infilzato allo spiedo collegato al girarrosto...un sistema semplicissimo e molto naturale, che però, data la presenza di agnellino da latte di ottima qualità, consente un risultato eccellente e buonissimo.
Chi non possiede il caminetto è solito cucinare la carne al forno..o addirittura al microonde..nonostante il risultato non sia poi così male, tuttavia non raggiunge i livelli di eccellenza garantiti da una cottura al caminetto con il riverbero della fiamma e  il carbone sottostante.
Si tratta di una preparazione che generalmente viene delegata agli uomini, in conseguenza a ciò se ne occupa mio padre. Nonostante non sia sardo (è siciliano) da anni ha appreso la cottura di maialetti, agnelli e capretti. . La sua fonte\guida è stata il fratello di mia nonna (che purtroppo manca da anni).
Sebbene chiunque abbia assaggiato maialetti e agnelli arrostiti da mio padre li abbia  apprezzati, tuttavia mia nonna ( estremamente pignola) nota parecchie differenza rispetto a quelli che preparava suo fratello...
rimprovera sostanzialmente a mio padre la presenza di una fiamma troppo debole e la scarsa presenza di carbone sottostante alla carne...
Questa ricetta che mi accingo a pubblicare è stata realizzata in Sardegna in occasione della  permanenza presso i miei durante queste recenti festività.

Ingredienti

un agnello da latte (cioè del peso di massimo 4,5 kg) già eviscerato dal macellaio (noi abbiamo arrostito mezzo agnello).
In Sardegna tale animale viene venduto intero  oppure diviso a metà. Nel secondo caso si può scegliere se acquistare, insieme ad esso anche la testa o le interiora (ma alcuni li acquistano entrambi.....).  Dal momento che i miei genitori adorano queste ultime mia madre l'acquistò senza testa ma con le interiora, che cucinò a parte, in padella, con cipolla, aceto...(a me tale preparazione non piace...)
un caminetto ben funzionante
uno spiedo e un girarrosto
sale
su talleri ( tipico tagliere sardo in legno all'interno del quale si adagia il maialetto, l'agnello e il capretto....quando abbiamo arrostito l'agnello ci trovavamo nella villetta in montagna e abbiamo dimenticato di portarlo.....abbiamo quindi dovuto sistemare l'agnello in un contenitore usa e getta di alluminio..scusatemi tanto per la gaffe...)

Il sistema di cottura è del tutto simile a quello del maialetto (postato mesi fa) ma i tempi di cottura sono inferiori.
Iniziamo con l' infilzare l'agnello (in questo caso, come scritto sopra, si trattava di un mezzo agnello in quanto eravamo solo in quattro...) nello spiedo e farlo asciugare posizionato come in foto, unicamente con il riverbero della fiamma (nella foto ancora non era stata accesa).



Posizionare lo spiedo nel girarrosto e cuocere sia con il riverbero della fiamma che con il carbone sottostante (che viene prelevato man mano dal fuoco in modo che l'agnello abbia modo di cuocere lentamente...).


A 3\4 della cottura (quando vediamo che ha preso colore) abbassare lo spiedo al livello inferiore del girarrosto in modo che l'agnello possa essere  più vicino alla brace.



Controllare la cottura con l'ausilio di un coltello dalla lama liscia e affilata (per tale scopo  viene utilizzato un coltello tipico sardo avente tali caratteristiche detto' s'arresoia' ).
Dal momento in cui dalla lama  non è più visibile il sangue  e questa risulta non più fredda ma calda l'agnello è pronto.
Quasi al termine della cottura aggiungere il sale...


Togliere l'agnello dallo spiedo e porlo all'interno di su talleri (noi l'avevamo dimenticato a casa e siamo stati costretti a riporlo in un contenitore usa e getta di alluminio). Tagliarlo con le forbici apposite a pezzi non troppo piccoli e consumarlo immediatamente, caldo caldo:)
è buonissimo!!!!!


La materia prima è identica (agnellino sardo da latte) ma il metodo di cottura differente: ripubblico le ricette dell'agnello con i finocchi e dell'agnello con i carciofi.



La ricetta è di mia madre, si tratta di uno dei modi in cui viene cucinata la carne di agnello  in Sardegna. Un particolare non privo d'importanza è il fatto che si tratta di agnellino da latte, quindi il sapore della carne non è forte o pesante ma più leggero e delicato rispetto a quello dell'agnello grande.. in Sardegna l'uso degli agnellini da latte è assai diffuso, oltre che nelle preparazioni in umido (come in questo caso..ma vi sono anche preparazioni in umido che prevedono la cottura dell'agnello con i piselli, con i carciofi, in salsa bianca, cioè con uovo e limone o semplicemente in verde....) anche in quelle arrosto, in cui l'agnello viene infilzato (intero o a metà)  nello spiedo e cotto nel caminetto (e in questo modo vengono cucinati anche il maialetto da latte e il capretto da latte)...ma ecco la ricetta in questione....con la quale ho partecipato al contest 'Geografia in Tavola' all'interno del blog 'Le Leccornie di Danita'

Ingredienti:


mezzo agnellino sardo da latte tagliato a pezzi non troppo grandi e sgrassato
3 finocchi (comprese le barbette..mia madre usa i cosìdetti  'finocchi femmina', che sono più piccoli e tondeggianti, in quanto in Sardegna vi è questa distinzione un pò particolare tra finocchi femmine e finocchi maschi e si sostiene che i primi siano più teneri e più dolci)
2 cipolle bianche grandi
vino bianco
acqua
1 dado al gusto saporito (ingrediente presente nella ricetta di mia madre, se volete potete sostituire con il sale)
olio extravergine d'oliva

Innanzitutto farsi tagliare l'agnello a pezzi dal macellaio.
Se questi dovessero risultare troppo grandi, tagliarli ulteriormente a pezzi più piccoli, dopo averli privati di eventuali parti grasse.
Tagliare le cipolle a fette non troppo fini, meglio se un pò grossolane.
Tagliare le barbette dei finocchi e tenerle da parte. Dividere i finocchi a metà nel senso della lunghezza, quindi tagliarli a fette (sempre nel senso della lunghezza) spesse 1 dito (quindi a fette grosse, non troppo fini).
Scaldare in un capiente tegame (meglio se antiaderente) dell'olio extravergine d'oliva. Quando è pronto unire i pezzi dell'agnello e farli rosolare benissimo da tutte le parti finchè non avranno assunto un bel colore.
A questo punto unire le cipolle e farle appassire, quindi aggiungere un pò di vino bianco, il dado e fare evaporare.
Ora unire i finocchi (comprese le barbette) precedentemente affettati, un pò d'acqua e coprire.
Portare a cottura, unendo, qualora fosse necessario, un pò d'acqua calda.

A fine cottura il finocchio deve risultare cotto e la preparazione deve mantenere un pò di sughetto, è necessario prestare attenzione affinchè non risulti troppo brodosa nè troppo asciutta.
Meglio prepararlo il giorno prima, in modo che la carne possa meglio assorbire tutti i sapori.. 



Ecco infine l'agnello con i carciofi....


Si tratta di uno dei modi più diffusi di cucinare la carne di agnello  in Sardegna..tempo fa avevo postato la versione con i finocchi (per vedere la ricetta cliccate qui), ugualmente ottima....
ma esistono anche altri modi di cucinare la carne di agnello (e si tratta sempre di preparazioni in umido)..con i piselli, in salsa bianca (cioè con uova e scorza grattugiata di limone), in verde...oppure direttamente allo spiedo (come su proceddu e il capretto).
Da sottolineare che è assolutamente tassativo l'utilizzo dell'agnellino sardo da latte, in quanto il sapore è molto più buono ma al tempo stesso delicato...e questo sia nelle preparazioni in umido che nella cottura allo spiedo..
tale piatto presenta inoltre il vantaggio di poter essere preparato in anticipo (anche di un giorno) e riscaldato al momento del consumo..in questo modo sarà ancora più buono in quanto i sapori hanno modo di amalgamarsi meglio tra loro!!! Consiglio quindi vivamente di prepararlo in anticipo, in quanto il risultato è decisamente migliore!!!
Ma veniamo alla ricetta:

Ingredienti:

1,500 kg circa di agnellino sardo da latte tagliato a pezzi e privato di eventuali parti grasse ( l'agnellino è definito 'da latte' al massimo fino a 5 mesi d'età, non oltre)
una decina di carciofi  sardi spinosi
1 grosso spicchio d'aglio e mezzo
abbondante prezzemolo fresco
1 bicchiere di vino bianco di ottima qualità
olio extravergine d'oliva
sale
limone

Tagliare i carciofi a grossi spicchi (dopo averli puliti eliminando le foglie esterne più coriacee, spuntandoli ed privandoli della barbetta interna) e sistemarli in una ciotola contenente acqua acidulata con succo di limone.


Prendere due diversi tegami (meglio se antiaderenti) e versarvi dell'olio extravergine d'oliva.
Scaldare quello destinato alla carne e, quando l'olio è pronto, farla rosolare bene da tutte le parti.


Nell'altro tegame versare (a crudo) i carciofi e, dopo 5 minuti unire l'aglio tritato e proseguire la cottura per circa mezz'ora a fiamma bassa (i tempi variano comunque in base al tipo di carciofo che abbiamo a disposizione..se sono teneri cuocerli per un tempo inferiore).


Infine cospargerli di prezzemolo tritato.


Quando l'agnello ha preso colore sfumare con il vino bianco e fare evaporare.


A questo punto unire i carciofi alla carne e coprire.


Durante la cottura aggiungere piccole quantità di acqua calda ogni volta che vediamo che il composto si sta asciugando. Salare in cottura.



Ecco una foto che rende l'idea del sughetto buonissimo che si trova sotto la carne (non visibile nelle foto precedenti) nel quale bagnarla e con il quale fare la scarpetta!!!


queste ricette partecipano alla rubrica La via dei Sapori ideata da Serena e Arianna



domenica 22 marzo 2015

Cozze in verde e scusate per l'assenza....




Prima di accingermi a scrivere la ricetta voglio scusarmi tantissimo per l'assenza di una settimana dal web e quindi anche dai vostri blog......
Mi trovavo in Sardegna con mio marito....solitamente lascio un avviso ma questa volta non è stato possibile....innanzitutto avevo intenzione di fare una sorpresa ai miei genitori che ignoravano del tutto la mia venuta (e la sorpresa è rimasta tale fino alla fine, pensate che, avendo le chiavi di casa siamo entrati direttamente senza suonare..). I miei non hanno internet ma i miei zii (che mi seguono) si e avrebbero potuto leggere l'annuncio rovinando in conseguenza a ciò la sorpresa.
Oltre che rivedere i miei (che non vedo da quasi quattro mesi) il motivo principale che ci ha spinti a partire sono le condizioni di salute di mia nonna di 95 anni fino a non molti mesi fa ancora autosufficiente ma ora non più.....pur essendo ancora lucida, fisicamente ha avuto un crollo notevole..essendo molto affezionata a lei potete immaginare quanto la cosa mi faccia soffrire....non ci siamo potuti trattenere più di una settimana ma tra circa un mese probabilmente ripartirò e mi tratterrò un pò di più.

Scusatemi quindi ancora per la mia assenza, passerò man mano nei vostri blog:)))

In questi giorni ho avuto modo di preparare un paio di ricette con ingredienti  della mia terra: la prima la pubblico in questo post l'altra nel prossimo.
Si tratta delle cozze in verde, una preparazione semplicissima nella quale è fondamentale, tassativo, l'utilizzo di una materia prima freschissima e di qualità quale  cozze freschissime , condite semplicemente con aglio, prezzemolo e peperoncino..una ricetta nota non solo in Sardegna ma sicuramente anche in altre zone d'Italia....

Ingredienti (le dosi sono assolutamente ad occhio)

cozze freschissime
1 o 2 spicchi d'aglio (dipende dalla quantità delle cozze)
peperoncino
una manciata molto abbondante di prezzemolo fresco
olio extravergine d'oliva

Operazione preliminare da compiere è quella di pulire le cozze: eliminare lo spago tirandolo con il coltello verso di noi  in modo veloce e deciso ed eliminare le incrostazioni raschiando con il coltello come in foto.





Porle all'interno di una bacinella e lavarle bene sotto l'acqua corrente strofinandole, finchè l'acqua non risulterà pulita.
Adagiare le cozze in un tegame di adeguate dimensioni senza alcun condimento, accendere il gas (fiamma medio\bassa) e farle aprire.


Una volta aperte tenerle da parte, recuperare il liquido delle cozze e filtrarlo benissimo.






 Versare nello stesso tegame dell'olio extravergine d'oliva e scaldarlo. Unire l'aglio a pezzetti non troppo piccoli e il peperoncino, appena il primo è un pò appassito (non deve comunque prendere colore!) unire le cozze, la loro acqua precedentemente filtrata benissimo e parte del prezzemolo...


Cuocerle qualche minuto.
Poco prima del termine della cottura unire la parte rimanente del prezzemolo tritato.
Sono buonissime: semplici condimenti esaltano al massimo una materia prima freschissima senza coprirne il sapore..
Le cozze si mantengono umide grazie al sughetto sottostante (che spero sia visibile dalle foto!!).