sabato 17 gennaio 2015

Biscotti con la marmellata




Finalmente riesco a pubblicare una ricetta veramente ottima la quale è stata postata a dire il vero tanto tempo fa, all'inizio del blog..perchè ho preso la decisione di ripubblicarla e in conseguenza a ciò di cancellare il vecchio post?
1) perchè la ricetta in questione tempo fa, pur essendo precisa negli ingredienti e nelle varie fasi ha delle foto che a me non piacevano più di tanto..ma non è solo questo (a quel punto era sufficiente aggiornare il post con foto migliori). Il fatto è che si tratta della ricetta della zia anziana di mio marito, della quale ho pubblicato anche altre ricette di dolci all'interno del mio stesso blog ma i biscotti con la marmellata mi erano stati dati non direttamente da lei (che è molto precisa) ma, ai tempi, da un'altra fonte. E si sa che ognuno fa le cose a modo suo, non tutti cercano di realizzare una ricetta al meglio. Si, le dosi e gli ingredienti erano quelli ma nella ricetta della zia di mio marito vi sono alcuni passaggi di una certa importanza che a suo tempo mi erano stati omessi. Venendo a conoscenza di questi, direttamente dalla fonte originaria, ovvero la zia di mio marito e avendo avuto modo di rifare questi biscotti buonissimi ho deciso di pubblicare di nuovo il post come fosse nuovo!!
2) ho deciso di cancellare il vecchio post poichè ormai pubblicando il nuovo il primo è decisamente inutile e non  farebbe che occupare spazio nel blog..da quando, tempo fa, ho scoperto che purtroppo lo spazio non è illimitato (come in origine credevo) ma prima o poi finirà...cerco di stare un pò più attenta....

La ricetta che vi voglio proporre è veramente buonissima e la fonte è la zia anziana di mio marito dalla quale finalmente ho avuto la versione migliore con tutte le fasi necessarie per una perfetta riuscita.
Si tratta di biscotti ripieni di marmellata di albicocche che il giorno successivo alla preparazione risulteranno morbidi da sciogliersi in bocca, veramente buonissimi.
Ma ecco la ricetta:

Ingredienti: (io ho fatto mezza dose)

1 kg di farina 00
300 gr di zucchero semolato
scorza grattugiata di limone (io per mezza dose ho utilizzato la scorza grattugiata di 4 limoni gialli medio piccoli tassativamente NON TRATTATI)
2 bustine di lievito per dolci (Bertolini o Pane Angeli)
5 uova misura L, non M  nè XL ma L (GRANDI) la zia di mio marito utilizza sempre quelle!!
250 gr di strutto
marmellata di albicocche
zucchero a velo per spolverizzarli

Versare la farina in una terrina e unirvi lo strutto.
Strofinarlo bene con le mani in modo da amalgamarlo perfettamente alla farina.




Unire lievito, zucchero e scorza grattugiata di limone.
A parte sbattere in una ciotola le uova intere con la forchetta e unirle all'impasto.
Lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo,
A questo punto ci sono due strade: potete lavorare un pò di più l'impasto finchè sarà liscissimo, la zia di mio marito solitamente fa così ma dice che in questo modo lo zucchero a velo, che spolverizzeremo sui biscotti  tende un pò a cadere e non viene trattenuto dalla superficie.
Se invece lasciamo la superficie un pochino meno liscia lo zucchero a velo viene catturato e trattenuto meglio!
 Io ho scelto la seconda soluzione e ho lavorato bene l'impasto ma ho smesso quando era perfettamente omogeneo. Ecco la foto:


A questo punto stendere la sfoglia con il mattarello, il cui spessore dev'essere tendenzialmente fine..come punto di riferimento, per quanto riguarda lo spessore da conferire alla sfoglia...considerare l'inizio del solco dentato della formina tagliaravioli...quella che utilizzeremo per formare i biscottini).
Ricavare appunto, con tale attrezzino le varie formine.



Dal momento che man mano che ricaviamo le formine i bordi delle stesse si possono facilmente girare, ripassare in modo leggerissimo il mattarello sopra di esse in modo da pareggiarle di nuovo.


Dal momento che ripassandole, seppure in modo leggerissimo, con il mattarello, le formine risulteranno  con uno spessore un pò  più fine rispetto la sfoglia, ripassiamo il mattarello in modo leggerissimo anche sulla sfoglia (dalla quale stiamo ricavando le formine) in modo che lo spessore sia pari dappertutto.
A questo punto sistemare al centro di ogni formina un cucchiaino da thè di marmellata di albicocche (quantità non rasa ma neanche esagerata).



Adagiare sopra ogni formina ripiena di marmellata una formina vuota e pigiare con le dita in modo da sigillare benissimo le due parti, quella inferiore e quella superiore.


Dopo aver compiuto quest'operazione ripassare l'attrezzino tagliaravioli  (sia per rimodellare i bordi e sia per scongiurare il pericolo dell'apertura dei biscotti in cottura.


A questo punto pigiare ulteriormente con le dita tra la zona dove inizia la presenza della marmellata e un pò più oltre il bordo avendo l'accortezza di non toccare i dentini per non rovinare esteticamente i biscotti.
In questo modo avremo un'ulteriore effetto sigillante e allontaneremo sempre più il pericolo dell'apertura dei biscotti in cottura...e inoltre gli stessi risulteranno un pò più grandi poichè con tale operazione vengono leggermente allungati.


Sistemare i biscotti in una teglia rivestita di carta forno e cuocerli in forno statico (la zia di mio marito li mette nel piano più basso del forno) caldo a 200° per circa 15 minuti, non di più...la parte superiore rimane più chiara, il fondo è dorato, potrebbero anche richiedere tempi minori di cottura, dipende dal forno!!
La particolarità di questi biscotti è che il giorno successivo risulteranno morbidissimi tanto da sciogliersi in bocca. Sono buonissimi.
La zia di mio marito spolverizza lo zucchero a velo quando i biscotti sono ancora tiepidi.
Conservarli (una volta freddi) in contenitori di plastica per alimenti a chiusura ermetica..durano parecchi giorni.



lunedì 12 gennaio 2015

Pasta con gli asparagi e insalata di cavolo cappuccio

Due ricette semplicissime ma molto buone  che per me rivestono un certo valore in quanto si tratta di piatti appartenenti a mia madrina. Ho avuto modo di assaggiare entrambe quando ancora abitavo in Sardegna. Naturalmente sono entrate a pieno titolo a far parte del mio ricettario personale e le continuo ogni tanto a preparare.
La prima è una semplice pasta realizzata con gli asparagi selvatici (ingrediente tassativo!! NON UTILIZZATE ASSOLUTAMENTE QUELLI COLTIVATI (CHE TRA L'ALTRO IO NON AMO) IN QUANTO NON SAREBBE LA STESSA COSA E IL PIATTO NON RISULTEREBBE BUONO!!!), i pomodori freschi maturi, aglio e parmigiano grattugiato (o grana). Semplice sicuramente nel sapore..l'amaro degli asparagi viene attenuato e il piatto è molto gradevole (piace anche a mia madre che non ama tanto gli asparagi!). Gli asparagi utilizzati li ho  ricevuti in dono, non so dove siano stati raccolti...pensavo che il periodo fosse più avanti, ma evidentemente si possono trovare anche ora..
La seconda invece è un'insalata molto sfiziosa realizzata con il cavolo cappuccio le acciughe.
Ma ecco la prima ricetta:

Pasta con gli asparagi

Ingredienti: (le dosi sono un pò ad occhio e dipendono anche da quelli che sono i gusti personali)

io per 2 persone 200 gr di pasta (io ho utilizzato le penne rigate in quanto avevo quelle!Mia madrina impiegava le farfalle e vi consiglio queste in quanto la resa del piatto è ancora migliore!!!)
asparagi (tassativamente selvatici, il mazzetto che vedete in foto, io avevo solo quello....)
4\5 pomodori freschi medi maturi
1 spicchio d'aglio
parmigiano (o grana ) grattugiato a piacere (io abbondo)
sale
olio extravergine d'oliva

Operazione preliminare da compiere è quella di pulire gli asparagi: posarli, uno ad uno, nel tagliere e, partendo dal gambo e proseguendo verso la cima eliminare le parti del gambo più dure (ci accorgeremo di questo se oppongono resistenza al coltello e quindi non sono tenere).



Sbollentare gli asparagi in abbondante acqua salata per 2 minuti.


Scolarli, controllare ancora con il coltello se vi sono altre parti dure (ed eventualmente eliminarle)
nb: si potrebbe anche compiere quest'operazione una volta sola: dopo aver sbollentato gli asparagi 

quindi ridurli a pezzi come in foto....


Sbollentare i pomodori per un minuto (io prima di compiere quest'operazione li incido a croce cosichè è più agevole poi sbucciarli, una volta scolati con la schiumarola li verso in una bacinella di acqua fredda in modo da poterli spellare subito).
Dopo aver eliminato la buccia tagliarli a pezzi.
In una padella antiaderente versare dell'olio extravergine d'oliva e rosolarvi uno spicchio d'aglio intero e sbucciato. Quando è dorato eliminarlo.


Unire i pomodori e farli appassire...


aggiungere gli asparagi e cuocere ancora 5 minuti...


Scolare la pasta al dente, versarla nel tegame con i pomodori e gli asparagi e fare insaporire qualche minuto nel fuoco, aggiungendo qualora fosse necessario un pò di olio extravergine d'oliva. Condire con il formaggio grattugiato (parmigiano o grana) e servire subito.


Insalata di cavolo cappuccio

cavolo cappuccio
acciughe sott'olio a piacere
olio extravergine d'oliva

Lavare il cavolo cappuccio e tagliarlo a listarelle. Condirlo con pezzetti d'acciuga e olio extravergine d'oliva.


venerdì 2 gennaio 2015

Pasta co' maccu



Prima di accingermi a scrivere il post voglio fare i miei migliori e più sinceri auguri alle amiche che mi seguono per un felicissimo 2015..che possa essere all'insegna della salute e della serenità:))

In questi ultimissimi giorni un freddo decisamente anomalo ha investito anche la zona della Sicilia in cui abito io..veramente strano e incredibile poichè, come scritto in altri post, le temperature in Inverno qui sono sempre molto miti, decisamente primaverili e da quando mi sono trasferita in tale zona (quasi cinque anni fa) non ho mai sofferto il freddo, al contrario, il caldo, in Estate, qui è stato e sarà sempre un incubo.
L'altro ieri, per festeggiare il Capodanno, io e mio marito siamo stati con amici in un paese di montagna situato abbastanza in alto..improvvisamente ha iniziato a nevicare (appena trascorsa la mezzanotte)..siamo dovuti scappare di corsa in quanto non essendo pronti e abituati a questo tipo di situazione eravamo del tutto sprovvisti di catene nè saremo stati in grado di inserirle. Strade di montagna strette e già coperte di neve...abbiamo camminato a passo d'uomo mentre nel vetro del'auto arrivavano fiocchi di neve e spesso la visuale era pessima....mi soffermo a descrivere tutto questo in quanto è STATA LA PRIMISSIMA VOLTA IN VITA MIA CHE HO VISTO LA NEVE CON I MIEI OCCHI...capisco che per molti è un evento normalissimo al quale ormai non ci si fa più caso, ma per me è stata una novità assoluta (al pari di chi vede ad esempio il mare per la prima volta senza mai averlo conosciuto..spero di aver reso l'idea..:).
Infatti quando abitavo in Sardegna (dove la neve è di casa nelle zone interne ma meno nelle coste) a Cagliari (città sul mare) nevicò solo due volte: nel 1985 ci fu una straordinaria e copiosissima nevicata e io, che avevo quasi sei anni ero a letto con il morbillo..non vidi niente. La seconda volta fu nel 1993 (decisamente meno abbondante della prima) mi trovavo sempre a letto con febbre e una congestione. Anche in quell'occasione non vidi alcuna traccia di neve (potete immaginare come stavo...).
Nel paesino sul mare qui nella zona del ragusano dove abito ormai da quasi 5 anni non ha mai nevicato essendo in Inverno le temperature molto miti,decisamente primaverili. L'altro ieri,  un paio d'ore dopo essere rientrati, mio marito mi svegliò per comunicarmi che stava nevicando anche da noi. Una neve certamente non copiosa, tanto che il mattino dopo non vi era più alcuna traccia ed era del tutto sciolta....peccato:(((.
Oggi c'è di nuovo il sole e le temperature si sono un pò sollevate, il freddo decisamente diminuito.

la ricetta che posto oggi è particolarmente adatta a questo periodo: gustosa ma al tempo stesso abbastanza sana (e il che, dopo le grandi abbuffate delle festività non guasta...).
Si tratta di una preparazione tipica della zona del ragusano e nello specifico pare che la sua origine sia da ricercare nella cittadina di Modica (sempre in questa zona).
La base di questo piatto sono le fave secche, fatte rinvenire in acqua tiepida e un pizzico di bicarbonato per un paio di giorni cambiando la stessa una volta al giorno. Trascorso il tempo si lessano i legumi e si conserva la loro acqua di cottura, quindi si sgusciano e si schiacciano con la forchetta Questa purea si fa insaporire in un soffritto di olio e cipolla. L'acqua di cottura tenuta  da parte verrà utilizzata per lessare le tagliatelle non all'uovo, che verranno poi scolate e amalgamate in padella con il gas acceso nel condimento preparato a base di fave, aggiungendo, durante tale operazione un pò dell'acqua di cottura delle stesse fave.
Una preparazione che vi consiglio di provare in quanto veramente buonissima e adatta a queste giornate un pò freddine:))).
Ma ecco, nel dettaglio la ricetta:))

Ingredienti: (dose per 4 persone)

500 gr di fave modicane secche di media grandezza
1 cipolla bianca intera
300 gr di tagliatelle non all'uovo (non quelle strette ma quelle più larghe)
sale
olio extravergine d'oliva


Eliminare i nasi (la parte superiore nera) delle fave ancora secche, con l'ausilio di un coltello.
Metterle a mollo un paio di giorni in una bacinella contenente acqua tiepida e un pizzico di bicarbonato cambiando la stessa una volta al giorno.





Trascorso il tempo versare nella pentola a pressione dell'acqua (la quantità giusta per lessare le fave), sale q.b e le fave. Chiudere il coperchio, accendere il gas e contare, dal momento  del fischio circa 25 minuti (ovviamente tale operazione si può compiere anche con la pentola normale ma in tal caso i tempi di cottura si allungano).
Una volta fatta sfiatare completamente la pentola a pressione, aprire il coperchio, scolare le fave con l'ausilio di una schiumarola conservando la loro acqua di cottura (che non va assolutamente buttata!!!).
Farle scolare bene in un attrezzo apposito come vedete in foto (dove le poniamo man mano che le scoliamo con la schiumarola).

Circa metà delle fave andrà sgusciata e schiacciata con la forchetta......



l'altra metà va conservata intera per decorare il piatto finale.
A questo punto, a parte, versare dell'olio extravergine d'oliva nella padella, quando questo è caldo unire la cipolla tagliata a velo e farla appassire.


Avvenuto ciò aggiungere la purea di fave e farla insaporire...
se troppo densa aggiungere, se necessario,   pochissima acqua di cottura delle fave che abbiamo conservato...il composto dev'essere cremoso....


Portare a bollore l'acqua di cottura delle fave , unirvi le tagliatelle e portarle  a cottura.
Scolarle e versarle nella padella con il condimento.
Accendere il gas e fare insaporire bene finchè il tutto non risulterà ben amalgamato.
Durante tale operazione aggiungere, se necessario, un pò dell'acqua di cottura delle fave , considerando che alla fine dovremo ottenere un composto cremoso che avvolgerà le tagliatelle. Ma c'è chi lo preferisce un pò più liquido..a voi la scelta!!
Impiattare e decorare con le fave intere tenute da parte e un filo di olio extravergine d'oliva.
La foto è come al solito pessima e orribile ma vi assicuro che il piatto è buonissimo e vale la pena provarlo!!!
Qui non si vede ma la crema di fave avvolgeva le tagliatelle e si sentiva benissimo mentre le mangiavo.




domenica 21 dicembre 2014

Scaccia ragusana con le patacche





Questa che mi accingo a postare è una ricetta che incrementa ma non pone ancora fine alla saga delle scaccie ragusane, specialità tipica della zona della Sicilia in cui risiedo da quattro anni e alla quale ho dedicato, all'interno del mio blog, un'apposita etichetta.
La prima volta in vita mia che ho visto e assaggiato le patacche è stato proprio qui in quanto in Sardegna non le ho mai viste, in conseguenza a ciò per me hanno costituito una novità assoluta..il loro sapore ricorda molto quello dei carciofi ma il loro aspetto (e anche la consistenza della polpa) ricorda piuttosto le patate dalle quali si distinguono esteticamente per la forma più affusolata e le numerose protuberanze. Con gli anni ho poi scoperto che questa sorta di tubero in italiano prende il nome di topinambur, sicuramente noto a moltissime di voi.
Il condimento utilizzato per le patacche è semplicissimo ma in questo modo il loro inconfondibile, particolare sapore non viene coperto ma esaltato al massimo:))
Qui nel ragusano è consuetudine, per la vigilia di Natale, (ma anche per la vigilia di Pasqua)  preparare e consumare le scaccie, una specialità tipica unicamente di questa zona dell'isola e del tutto sconosciuta nelle altre province. Molteplici sono i ripieni utilizzati e diversi sono i tipi di scaccie postate nel mio blog. Se a qualcuna di voi dovesse interessare avere una visione un pò più completa (ma ancora la serie non è terminata!!) può andare nell'etichetta 'scaccie ragusane' e potrà avere un'idea di questa specialità...
Colgo l'occasione per fare i miei migliori auguri per un felice  sereno Natale a tutte le care amiche che mi seguono:))

Ingredienti: (dose per una tortiera di circa 26 cm di diametro di bordi non molto alti)

450 gr di farina di semola rimacinata
20 gr di olio extravergine d'oliva (pesato dopo averlo posto all'interno di un bicchiere di plastica il cui peso è irrisorio)
1 cucchiaino da thè di sale fino e un altro cucchiaino dello stesso ma molto raso
poco meno di mezzo cubetto di lievito di birra fresco
acqua q.b ad ottenere un composto non troppo molle me neanche eccessivamente duro

ripieno: circa 800 gr di patacche
aglio tritato
prezzemolo fresco tritato (abbondantino)
sale
olio extravergine d'oliva


Mettere la farina in una terrina (o nel piano da lavoro) e unirvi l 'olio, il lievito sciolto in pochissima acqua appena intiepidita, unire ora a poco a poco altra acqua e il sale.



L'acqua dev'essere in quantità necessaria a creare un impasto nè troppo molle nè troppo duro, quindi va aggiunta poco per volta. Lavorare bene il composto fino ad ottenere un impasto liscio e bello omogeneo.




Quando è pronto conferirgli la forma di una palla, fare una croce sopra con il coltello e fare lievitare dentro una ciotola ben coperto in luogo lontano dalle correnti (io in genere lo metto dentro il forno spento) per circa 1 oretta o tre quarti d'ora (i tempi di lievitazione sono inferiori a quelli della pizza), quando sarà pronta,  la croce   incisa con il coltello sopra la pasta si dovrebbe spaccare...



Pulire le patacche: privarle della buccia con l'ausilio di un pelapatate e di un coltello (che ci consentirà di sbucciare anche le protuberanze).
Carico anche la foto delle patacche...


Una volta pulite lavarle per privarle eventualmente di residui di terra (qualora dovesse conservarsi qualche traccia di questi), tagliarle  a rondelle di circa un pò meno di un dito di spessore e condirle con : sale, aglio e prezzemolo fresco  finemente tritati e abbondante olio extravergine d'oliva (è necessario abbondare poichè, in caso contrario, la scaccia risulterà asciutta quindi pessima e sgradevole).


Dividere l'impasto ormai lievitato in due parti: una costituirà la base e l'altra il coperchio della scaccia. La prima dev'essere ovviamente più grande della seconda...
iniziare a stendere il fondo conferendogli una forma circolare....lo spessore non dev'essere troppo fine (considerare che le patacche devono cuocere...) ma neanche esageratamente grosso...
rivestire il fondo  di una tortiera con carta forno sotto (la mia era in alluminio) e adagiarvi il ripieno...
Stendere anche la parte che costituirà il coperchio (anche questa del medesimo spessore della base)....
adagiarla a coprire e sigillare benissimo i bordi..eliminare con le forbici eventuale pasta in eccesso...

creare un cordoncino rivoltandolo verso l'interno e punzecchiare la superficie con i nebbi della forchetta...






Cuocere in forno preriscaldato (il mio è a gas ventilato) a 200° per 1 ora. A metà cottura ungere tutta la superficie (cordoncino compreso) con uno scootex imbevuto di olio extravergine d'oliva...alla fine deve risultare bella dorata....
appena sfornata coprirla con un canovaccio da cucina (espediente che consente di mantenere morbido l'impasto) finchè non si sarà raffreddata o perlomeno intiepidita....





domenica 14 dicembre 2014

Funghi Pleurotus al forno






Un'altra ricetta realizzata durante la mia permanenza in Sardegna: un piatto molto semplice ma estremamente gustoso che vi consiglio vivamente di provare:)).
La ricetta appartiene a mia madre e prevede la cottura al forno dei funghi Pleurotus, conditi semplicemente con olio, aglio e prezzemolo.
Il modo in cui vengono conditi  è alquanto particolare: prepariamo prima l'olio, l'aglio, il prezzemolo in una ciotola e poi adagiamo i funghi premendo bene da ambo i lati in modo che siano impregnati benissimo del condimento.
Vengono poi adagiati in una teglia rivestita di carta forno e cotti nello stesso.
Essendo stati conditi in questo modo non risulteranno affatto asciutti. Una cottura alternativa, sempre gustosissima, anzi, ancora più buona, è quella al carbone. Ma in tal caso dovremo avere l'accortezza di lasciarli poco altrimenti tendono a seccare....
ma ecco la ricetta, semplice ma vi posso garantire veramente buonissima:)).

Ingredienti (assolutamente ad occhio)

funghi Pleurotus
aglio
prezzemolo
sale
olio extravergine d'oliva

Pulire i funghi Pleurotus: eliminare dal gambo la pelle esterna (come facciamo normalmente con gli altri tipi di funghi) e passare uno straccetto appena appena inumidito in modo da eliminare eventuali impurità.


 In una ciotola versare dell'olio extravergine d'oliva (non un filo per intenderci, ma neanche una quantità esagerata  ma quella giusta per condirli bene da ambo le parti) aglio e prezzemolo tritati...


Passare i funghi, uno per volta, in questo condimento, adagiandoli nello stesso e premendo bene da ambo i lati in modo che ne siano impregnati.
POSSIAMO METTERE IL SALE A QUESTO PUNTO INSIEME A QUESTI INGREDIENTI, OPPURE UNA VOLTA CHE I FUNGHI SONO DISPOSTI NELLA TEGLIA, PRIMA DI INFORNARLI..A VOI LA SCELTA!!!


COME VEDETE IN FOTO PREMERE BENE MUOVENDO CONTEMPORANEAMENTE IL FUNGO IN MODO CHE RISULTI BEN CONDITO, IN MODO UNIFORME  NELLA PARTE ANTERIORE..


E, COMPIENDO LA STESSA OPERAZIONE, ANCHE IN QUELLA POSTERIORE. 


Compiere la stessa operazione per ogni fungo..dal momento che poi il condimento finisce, preparare sempre di volta in volta nella ciotola l 'olio, l'aglio e il prezzemolo tritati non appena, dopo aver condito un fungo, ci accorgiamo che non abbiamo più condimento per quello successivo. 
Disporre i funghi così conditi  in una teglia rivestita di carta forno.


e cuocerli in forno caldo (io ho utilizzato il ventilato con la ventola solo sotto) fino ad avvenuta cottura.
La temperatura non dev'essere troppo forte ma neanche troppo bassa. Vi consiglio di regolarvi in base al vostro forno. Io ho utilizzato quello di mia madre impostando la temperatura a 180° con funzione ventilata solo sotto, (e non sopra e sotto) e andava benissimo.
Grazie al condimento con l'emulsione di olio e grazie al rilascio della loro stessa acqua in cottura, i funghi non si dovrebbero asciugare.. 


è normale che in cottura rilascino la loro acqua....
come anticipato in apertura al post, li potete cuocere (conditi sempre allo stesso modo) al carbone (avendo l'accortezza di lasciarli poco altrimenti si asciugano troppo e sono brutti), saranno ancora più buoni:)) ma anche al forno sono ottimi, ve li consiglio!!

lunedì 8 dicembre 2014

Simbula fritta



Un primo piatto che potrebbe essere, a tutti gli effetti, considerato al tempo stesso un piatto unico.
Si tratta di una specialità tipica sarda: una ricetta di  estrema  semplicità che mia nonna in passato era solita preparare abbastanza spesso (fin da quando era giovane).
La base di questo piatto è la semola grossa, che viene unita, poco per volta, a pioggia, ad un soffritto di olio extravergine e abbondante cipolla bianca affettata (dopo aver aggiunto acqua q.b ad ottenere un composto non troppo asciutto nè eccessivamente brodoso).
 La versione che propongo presenta la salsiccia sarda fresca, quindi risulta abbastanza saporita. C'è chi in luogo di questa unisce il lardo (nello specifico i ciccioli di maiale) o questo insieme alla salsiccia, c'è chi omette entrambi e utilizza solo la cipolla (e il piatto risulterà più leggero ma ugualmente buono).
La consistenza finale è un composto non troppo asciutto ma al tempo stesso non eccessivamente brodoso..direi che l'unica difficoltà  potrebbe consistere esclusivamente nell'azzeccare la giusta densità della simbula fritta.
Una mia nota personale: il termine 'fritta' è alquanto improprio in quanto nella ricetta non vi è una frittura nel vero senso della parola ma una cottura in padella con l'olio extravergine d'oliva, la cipolla ed eventuali altri ingredienti. Ma questo è il termine con cui questa specialità viene denominata:)
Ma ecco la ricetta, preparata in occasione della mia recente permanenza in Sardegna:

Ingredienti:

per 2 persone 150 gr di semola grossa (nelle foto ho preparato la doppia dose)
abbondante cipolla bianca
salsiccia sarda fresca (quantità a piacere, la mia purtroppo non era tantissima...)
olio extravergine d'oliva
sale
acqua q.b. a creare un composto non troppo asciutto nè eccessivamente brodoso

Tagliare a tocchetti non troppo grandi nè eccessivamente piccoli la salsiccia.
Affettare non troppo finemente la cipolla.


Versare in un tegame di adeguate dimensioni dell'olio extravergine d'oliva e farlo scaldare. Non appena è pronto  unire la salsiccia e rosolarla finchè non inizia a prendere colore.
A questo punto aggiungere la cipolla e farla appassire.



Ora unire l'acqua calda, calcolando, ad occhio, la quantità giusta per ottenere alla fine un composto non troppo brodoso nè asciutto. Appena questa raggiunge il bollore salare e unire la semola grossa (POCO PER VOLTA E MESCOLANDO CONTINUAMENTE CON UN CUCCHIAIO DI LEGNO PER EVITARE LA FORMAZIONE DI GRUMI).



Continuare sempre a mescolare fino a cottura avvenuta avendo l'accortezza di tenere la fiamma bassa, cercando di non fare asciugare il composto e al tempo stesso evitare di renderlo troppo brodoso.
Qualora si dovesse asciugare aggiungere un pò d'acqua calda. In cottura assaggiare ed eventualmente correggere di sale.
Una volta pronta spegnere e servire immediatamente.
Ecco la consistenza giusta (spero che dalle foto sia visibile): non troppo asciutta nè eccessivamente brodosa, perfetta........




Sicuramente l'aspetto di questo piatto tradizionale non sembra particolarmente invitante...eppure vi garantisco, vi assicuro la sua bontà!!!!! Inoltre, come scritto in apertura al post, la quantità di salsiccia è a piacere, io al momento di preparare il piatto non ne avevo molta...se volete (e il risultato sarà ancora più gustoso) potete aumentarne la quantità. Vi è inoltre chi aggiunge il lardo, da solo o insieme alla salsiccia. Ovvio, il piatto è molto gustoso ma indubbiamente troppo calorico. Se voi volete potete provare anche questa versione.
Infine c'è chi omette sia lardo che salsiccia e mette solo la cipolla. Buona anche così, e decisamente più leggera, ma, come potete facilmente immaginare un pò meno gustosa....