giovedì 10 novembre 2016

Torta di caffè (denominazione impropria e un dolce degli anni '70 sicuramente oggi FORSE improponibile MA buonissimo)







Prima di accingermi a scrivere il post ci tenevo a fare tante precisazioni riguardo questo dolce che vi prego vivamente di leggere!!! Non andate direttamente alla ricetta ma leggete quanto sto per scrivere!!!!

Iniziamo quindi a parlare delle origini di questo dolce, che mia nonna era solita realizzare a partire dagli anni '70 e forse (ma di questo non sono sicura) anche prima.
La fonte è sua cognata, la quale, a sua volta ebbe la ricetta in questione da una ragazza che di tanto in tanto le dava una mano nei lavori domestici..si tratta  di un dolce al cucchiaio sicuramente buonissimo ma oggi improponibile...soprattutto ed essenzialmente per un ingrediente utilizzato per la sua realizzazione, attualmente tra quelli in assoluto più demonizzati, se non quello più demonizzato...ma per non demonizzare anche il dolce (che, ripeto, è veramente buonissimo) bisogna contestualizzarlo nel periodo specifico in cui è stato creato!!
Dovete considerare che oggi tanti ingredienti sono stati rivalutati alla luce probabilmente di studi o ricerche da parte di esperti e ritenuti dannosi per l'organismo..anche negli anni '70 vi erano tentativi in questo senso, ma pare che la tendenza fosse per certi versi opposta!!!Mio padre mi raccontava ad esempio che in quel periodo vennero espressi giudizi non propriamente positivi nei confronti dell'olio extravergine d'oliva al contrario di quello di semi,ritenuto leggero e con proprietà benefiche per il nostro organismo...un'altra convinzione abbastanza radicata era che il burro facesse male, al contrario della margarina: più sana e leggera in quanto al 100% vegetale..il condizionamento era talmente forte che vi erano persone che  la utilizzavano e per le preparazioni più disparate, perfino in luogo dell'olio extravergine per preparare un soffritto, anche al posto del burro per una besciamella e per tante altre preparazioni in cui era previsto questo sostituendolo talvolta in parte e spesso del tutto....porto a testimonianza di quanto affermo un ricettario per la pentola a pressione degli anni '70, scritto da Lisa Biondi (qualcuna di voi lo ricorda? Si tratta di un libricino verde chiaro dato in omaggio con la pentola a pressione datato 1974, mi pare) nelle cui ricette segnalate spesso compare la margarina come ingrediente al posto dell'olio extravergine (presente assai raramente o forse addirittura mai) o al posto del burro (per quanto mi pare che compare anche quest'ultimo, in alternanza alla margarina).. e ricordo anche una sorta di enciclopedia culinaria in tre volumi datata 1973 che possiede ancora mia madre 'I mille menù' da una vita sempre nel mobile della cucina.  Al suo interno: un'infinità di ricette aventi un'impostazione a livello di ingredienti, di grassi (grande uso di margarina e burro e scarsa di olio extravergine d'oliva) e perfino di abbinamenti che oggi difficilmente troveremo nei moderni ricettari, nelle trasmissioni di cucina e nel web!
Ecco, questo è il contesto in cui dovete inserire il dolce in questione, concepito in un periodo, dal punto di vista culinario, differente rispetto i nostri giorni, sia perchè si ritenevano salutari alcuni ingredienti oggi demonizzati e sia perchè non vi era, al contrario di oggi, la convinzione che tanti alimenti fossero dannosi per la nostra salute...si pensava solo alla bontà del cibo, a rendere saporite le pietanze senza preoccupazioni di alcun tipo..atteggiamento oggi considerato sicuramente incosciente ma da capire poichè dovuto indubbiamente al fatto che allora tante cose si ignoravano....
Dopo aver fatto questa lunga prefazione (per giustificare e capire il perchè vi è la margarina tra gli ingredienti: un grasso che io non utilizzo mai e che ho acquistato per realizzare questo dolce buonissimo ) volevo evidenziare il valore affettivo che ha questo dolce al cucchiaio per me: mia nonna era solita realizzarlo negli anni '70  '80, quindi più volte ho avuto modo di assaggiarlo da bambina, qualche volta l'ha preparato anche mia madre (ottima, bravissima cuoca ma negata per i dolci .....qualche volta anche lei l'ha realizzato e fatto assaggiare ad amiche che non lo conoscevano. E ai tempi il fatto che vi fosse la  margarina veniva considerato normalissimo, proprio perchè,tornando al discorso di prima, si ignorava che facesse male alla salute).
Quando io, una volta adulta e appassionata di cucina ho voluto replicarlo (le dosi sono trascritte nel quadernetto di mia nonna, la quale,una decina di anni fa  e forse anche di più, mi fece vedere anche il procedimento) ho tentato di apportare modifiche (sostituendo la margarina con il burro) non ne sono rimasta soddisfatta..al contrario, utilizzando la margarina la resa è mille volte meglio..e, al contrario di quanto si può pensare, non si sente affatto, essendoci anche una crema al cioccolato che rende il dolce golosissimo.
Non so se qualcuna di voi, per il fatto che ci sia la margarina lo voglia provare..io vi consiglio vivamente di provare a realizzarlo almeno una volta, anche una sola volta (per una volta non si muore;) in quanto merita davvero e questo ve lo posso assicurare e garantire..credetemi..non ve ne pentirete!!!!!!!!!!
Ecco finalmente la ricetta:

Ingredienti (dose per una teglia usa e getta di alluminio da 6 porzioni)

200 gr di Gradina (ebbene si...la margarina anni '70, quella preparata ancora secondo ricetta originale..non provate a sostituire con la Vallè perchè non va bene!)
300 gr di zucchero a velo (mia modifica in quanto era previsto lo zucchero semolato che non si scioglieva mai anche utilizzando quello extra fine..e, per quanto si lavorava con le fruste, i granellini si sentivano sempre!!! Considerato questo ho provato ad utilizzare lo zucchero a velo e ovviamente il risultato è decisamente meglio perchè si scioglie subito;). Altra modifica apportata riguarda la quantità di zucchero utilizzata: nella ricetta originale ne erano previsti 400 gr!!! (un pò troppi, 300 gr vanno benissimo, non sono troppi nè pochi, è la quantità perfetta;)
2\3 uova medie freschissime (la ricetta originale ne prevedeva 4...io ne ho utilizzato tre ma potrebbero andare bene anche due..considerate che la consistenza di questa sorta di crema  deve risultare soda e ben montata,un pò come gli albumi montati a neve, se raggiungete il risultato suddetto con due uova fermatevi pure a questo punto;). Ovviamente le uova devono essere freschissime , non essendo prevista la pastorizzazione (negli anni'70 non ci pensavano)
1 confezione grande di biscotti Oro Saiwa

per la cioccolata:

4 cucchiai nè colmi nè rasi di cacao dolce e 2 cucchiai di cacao amaro leggermente più rasi, ma di poco
2 cucchiai rasi di farina 00
1\4 di litro di latte
poca acqua

caffè freddo non zuccherato per bagnare i biscotti

cacao amaro per spolverizzare alla fine


Lavorare la Gradina in un pentolino dai bordi alti e stretto di alluminio pesante..unire poco per volta lo zucchero a velo sbattendo contemporaneamente con le fruste elettriche...


Unire (poco per volta) le uova, cioè rompere il guscio creando un buchino nella punta e aggiungere prima un pò di albume, lavorare con le fruste in azione e unire quindi il rosso..ecc, il tutto poco per volta e continuare a lavorare finchè il composto non risulterà gonfio  e sodo (un pò come gli albumi montati a neve..per quanto riguarda la quantità delle uova io ne ho utilizzate tre ma voi dopo due fate la prova e se vedete che il composto è ben montato e sodo e un eventuale uovo lo farebbe impazzire fermatevi..se al contrario a vostro parere potrebbe reggere unire ancora un altro uovo..vedete voi;).




A questo punto conservare questa sorta di crema in frigo e preparare la cioccolata:
setacciare in una terrina i due tipi di cacao e la farina..


In un pentolino antiaderente versare latte e acqua, mescolare per amalgamare un pò con un cucchiaio di legno..


accendere il gas (fiamma bassa) e quando il composto risulta un pò riscaldato unire (poco per volta, con l'ausilio di un colino o setaccino per evitare grumi e mescolando continuamente e sempre nello stesso verso con un cucchiaio di legno) i due tipi di cacao e la farina che avevamo precedentemente setacciato nella terrina.



Spegnere quando la cioccolata risulterà densa e cremosa ma non dura. Considerare che raffreddandosi tende a rapprendere;)


Farla quindi raffreddare completamente.
Passare ora alla composizione del dolce: versare nel fondo poca crema bianca...




bagnare molto velocemente gli oro Saiwa girandoli contando velocemente fino a 10 e girandoli velocemente da una parte all'altra come potete vedere in foto...

UNO


DUE


TRE



QUATTRO


CINQUE

SEI


SETTE




OTTO


NOVE



DIECI



MI RACCOMANDO: IL CONTO DEV'ESSERE DAVVERO VELOCISSIMO COSì COME IL MOVIMENTO IMPRESSO SUI  BISCOTTI PER GIRARLI DA UNA PARTE ALL'ALTRA PER BAGNARLI..SOTTOLINEO QUESTO IN QUANTO NON DEVONO ESSERE TROPPO INTRISI Nè TROPPO POCO BAGNATI E SE SEGUITE LA MODALITà DA ME INDICATA AVRANNO LA CONSISTENZA GIUSTA E DOPO IL RIPOSO IL TAGLIO RISULTERà AGEVOLE E LA CONSISTENZA DEGLI STESSI BISCOTTI PERFETTA!!

Sistemarli man mano a scolare in un piatto piano in ceramica come vedete in foto:)


Ora fare un primo strato di biscotti disposti in posizione orizzontale, spalmare la cioccolata sopra di essi e coprire con la crema bianca..fare un secondo strato di biscotti disposti in posizione verticale, spalmare la cioccolata e sopra la crema bianca..il terzo strato avrà i biscotti disposti in posizione orizzontale, spalmati dapprima con la cioccolata e poi con la crema bianca.
Fare in tutto tre strati di biscotti alternando la loro disposizione secondo la sequenza da me indicata e ricordando che la cioccolata va sempre spalmata negli oro saiwa!!
E cercare di coprire tutti gli spazi vuoti....
purtroppo mi sono accorta di aver fatto solo la foto del secondo strato con i biscotti disposti verticalmente, ma sono sicura che il procedimento è abbastanza chiaro;)in caso contrario chiedete pure:)


mentre la foto delle coperture di cioccolata e crema bianca è relativa al primo strato (dei biscotti disposti orizzontalmente, infatti è bassino per questo!!Scusate ma avevo dimenticato di fotografare il primo strato ...quando me ne sono accorta avevo già spalmato la cioccolata:(((


sopra la cioccolata spalmare la crema bianca....


Arrivati al terzo e ultimo strato (biscotti disposti orizzontalmente e spalmati dapprima di cioccolata e poi di crema bianca) spolverizzare di cacao amaro...


Coprire benissimo con la carta di alluminio e conservare in frigo (no nel ripiano più alto ma priediligere quelli più bassi).
Preparare la torta di caffè almeno due giorni prima (risulta molto più buona in quanto si insaporisce ulteriormente e in modo davvero notevole: un giorno prima è secondo me poco).

Ecco le fette:



L'ultima fetta....



Sarà anche un dolce degli anni '70, concepito in un contesto culinario a noi lontano (particolare non da poco e che aiuta a capire la presenza di determinati ingredienti) ma è DI UNA BONTà E DI UNA GODURIA UNICA, QUESTO è FUORI OGNI DUBBIO!!!!!

venerdì 4 novembre 2016

Liebster award



Ringrazio infinitamente le mie amiche blogger Fabiola del blog Rosso Pomodoro e
 Rita del blog Cotto e Sfornato per avermi entrambe dedicato questo graditissimo premio (da conferire ai blog con meno di 200 sostenitori) , a dire il vero già assegnatomi in passato..tuttavia mi fa sempre immensamente piacere riceverlo e per questo con piacere rispondo alle domande delle mie amiche blogger:).
Conosco Fabiola da poco e Rita da pochissimo e sono state entrambe carinissime a pensare al mio blog, grazie di cuore!!! E se ancora non le conoscete vi consiglio vivamente di andare a visitare i loro bellissimi blog:)
In ordine di assegnazione rispondo prima alle domande di Fabiola:

1) Perchè hai deciso di aprire un blog di cucina?
L'idea di farlo non è partita assolutamente da me, infatti fosse stato per me non credo che avrei mai avuto il coraggio di aprire un blog e di entrare a far parte di questo mondo, essendo sempre stata negata con il pc e con le procedure ad esso annesse ed essendo tra l'altro una persona molto riservata.
Quattro anni fa (prima ancora di aprire il blog) partecipai con successo ad un contest incentrato sulla cucina regionale italiana (Geografia in tavola) indetto da Danita del blog.' Le Leccornie di Danita' che seguo da tempo. Per l'occasione inviai via mail ricette appartenenti ad entrambe le mie regioni d'origine (Sardegna e Sicilia) e alla fine vinsi un premio speciale per il maggior impegno.
In seguito ad incoraggiamenti da parte sia della stessa Danita (che ringrazio sempre tantissimo)che di alcune amiche ho deciso, dopo un periodo di riflessione, di aprire il blog:)

2) Cosa vorresti cambiare del tuo blog? L'impostazione data è quella di far conoscere soprattutto la cucina tradizionale di entrambe le mie regioni d'origine dando importanza a ricette di famiglia ma non solo a quelle..talvolta ho pubblicato qualche ricetta personale o attinta dal forum di coockaround (primo forum di cucina che ho seguito per anni e dal quale ho attinto tante e meravigliose ricette entrate a pieno titolo a far parte del mio ricettario personale). Mi sono sempre attenuta a questo schema e non ho a dire il vero mai pensato di cambiarlo..

3) Quale ricetta che hai pubblicato ha riscosso più successo? Le scaccie ragusane, racchiuse tutte all'interno dell'etichetta avente questa denominazione:)

4) Il piatto della tua infanzia
mia madre è sempre stata una bravissima cuoca e mia nonna era una cuoca eccellente...tante sono quindi le pietanze alle quali sono collegati innumerevoli ricordi d'infanzia...la maggior parte dei quali appartenenti alla cucina tradizionale sarda come ad esempio is malloreddus, i ravioli, sa panara, le zeppole, la fregola fatta in casa cucinata nel brodo di gallina ripiena allevata in casa..tutte specialità di mia nonna eseguite in modo assolutamente perfetto e sempre impeccabile!!Anche mia madre ha un vasto repertorio di ricette; tantissime delle quali già postate nel blog e diverse delle quali intrise di ricordi risalenti all'infanzia:)

5) come immagini il tuo blog tra qualche anno?
non saprei..spero solo di riuscire a mantenere la stessa impostazione e di conservare l'entusiasmo che tra alti e bassi mi permette di mantenerlo in vita!

6) quale chef stellato ammiri di più?
A parte mia nonna e mia mamma, un punto di riferimento per me importante dal punto di vista culinario, ho seguito, sul canale Sky del Gambero Rosso, la chef  Laura Ravaioli della quale ho provato diverse ricette, tutte ottime, alcune delle quali postate anche nel blog:) mi piacciono molto le sue proposte e il modo estremamente preciso, coinvolgente e dettagliato con cui spiega le sue ricette.

7) Quale ricetta hai sempre voluto preparare?
Le zeppole ('is zippulas' in sardo:) che preparava mia nonna..delle quali ho la ricetta, appuntata nel suo quadernetto..erano favolose ma non ho ancora avuto modo di realizzarle..lei lavorava a mano l'impasto per tantissimo tempo in 'sa scivedda' (terrina tipica sarda di terracotta) e sosteneva che il segreto della loro sofficità fosse dovuto non solo alla lievitazione perfetta ma anche alla lunga e accurata lavorazione...rigorosamente a mano perchè affermava che i macchinari scaldavano troppo l'impasto...e questo non solo per le zeppole....

8) Sogni nel cassetto?
La salute per me e per i miei cari, sempre

9) Preferisci i primi o i secondi?
Entrambi, soprattutto se a base di pesce e a patto che sia davvero freschissimo, altrimenti preferisco piatti a base di verdure o di carne!

10) Quale  piatto non ti riesce mai bene?
 Volete ridere ma ridere da piegarvi in due? Le patate fritte!!!!!!! Mentre quelle al forno mi vengono divinamente!!!!
Il fatto è che non mi ha mai soddisfatto il risultato finale ed è da anni che non le ho più provate..friggo pochissimo, a dire il vero, ma altri tipi di fritti che OGNI TANTO preparo mi vengono sempre bene..le patate no!!

11) Programmi per  il futuro?
Che possa sempre esserci la salute.....Penso che questo sia fondamentale, la base per qualunque programma si  voglia perseguire

Rispondo ora alle domande di Rita:

1) Da dove è partita l'idea di creare il blog?
Leggete la risposta alla domanda numero uno data a Fabiola;)

2) Quale piatto ti riesce meglio preparare? Non uno ma diversi...i primi piatti al forno, le scaccie ragusane, secondi..dolci da colazione, al cucchiaio ecc..ma  in generale un pò di tutto....

3)  il tuo più grosso fallimento in cucina, racconta.....
più che fallimento si tratta di una mega figuraccia capitata il primo anno di matrimonio, il giorno di Natale a casa di mia suocera.
Tantissime volte avevo realizzato la torta rovesciata all'ananas, venuta sempre alla perfezione (per vedere la ricetta cliccate qui l'ho postata anni fa nel blog;) quindi collaudatissima, talmente di sicura riuscita che decisi di farla per l'occasione, dal momento che al pranzo sarebbe venuto anche il fratello di mia suocera il quale aveva una pasticceria in un paese vicino e sapevo già che avrebbe portato tanti altri tipi di dolci, quindi ho volutamente realizzato qualcosa di più semplice si ma buonissimo...dicevo che la ricetta mi è  sempre venuta splendidamente, l'ho sempre portata a casa di persone in occasione di inviti..insomma, sempre apprezzatissima e da tutti:).
 Una torta particolare, in quanto differente per alcuni ingredienti utilizzati dalle altre torte rovesciate all'ananas...in conseguenza a ciò ero sicurissima della perfetta riuscita e non avevo neanche il minimo timore del contrario...e infatti la torta aveva sempre lo stesso aspetto, sempre bellissima e d'effetto, quindi ero tranquillissima....il brutto accadde al momento del taglio..giuro che avrei voluto una pala per sotterrarmi a terra dalla vergogna........la consistenza interna non era quella solita..ma come????!!!!!!! La torta esternamente era sempre uguale!!!!!!!!!!! Una consistenza non soffice e ben cotta come sempre ma a mio parere mezza cruda o comunque non cotta bene...ma come poteva essere possibile????!!!!
Il fatto che ci fosse il fratello di mia suocera mi aveva messo ancora più a disagio in quanto tutte le altre persone mi conoscevano e avevano assaggiato tantissime volte dolci realizzati da me...ma il fratello di mia suocera e la moglie..mai...chissà cosa avranno pensato...che vergogna..ci ero rimasta davvero malissimo!!!!!!
In ogni caso, a distanza di un anno, in occasione di un altro invito,avevo realizzato il tronchetto banana e cioccolato (per vedere la ricetta cliccate qui, anche questo favoloso semifreddo l'ho postato nel blog e tra l'altro di recente)e c'erano di nuovo gli zii di mio marito.....e in quell'occasione mi rifeci davvero dalla figuraccia...
per quanto riguarda la torta in questione..la rifeci non molto tempo dopo in occasione di un invito a cena da amici......e mi venne meravigliosamente....

4) Quale fatto legato al cibo ricordi in particolar modo
 Erano gli anni '80, ed io ero ancora una bambina...un giorno mi recai in compagnia di mia nonna da questa sua amica la quale le doveva mostrare la sua ricetta per realizzare le 'bugie'...naturalmente fece la dose intera e ne ricavò tantissime..inoltre..non aveva la macchinetta per tirare la pasta e si servì unicamente del mattarello, realizzando delle sfoglie molto sottili....
a quei tempi ero ancora troppo piccola per interessarmi di cucina..eppure non riesco a dimenticare questa signora intenta nella preparazione di queste leccornie....
Mia nonna non pensò di domandarle la ricetta (strano.....in genere le richiedeva sempre.... ..).
Così passarono gli anni....
Un giorno, quando ormai questa signora mancava da tempo, parlando con mia nonna ricordammo l'episodio  legato alla preparazione delle bugie presso la sua amica....
Io le chiesi: " E la ricetta? Non hai pensato di chiedergliela...?'. La cosa strana è il fatto che, pur riconoscendo la bontà di questa preparazione, non arrivò mai a chiederle la ricetta.
'Come fare per averla, ormai è impossibile...'. Mia nonna ebbe allora una bella idea..quella di telefonare alla figlia della sua amica, della quale aveva il numero.
Tra le altre cose, parlarono anche del pomeriggio trascorso a casa di sua madre per preparare le bugie.
Mia nonna chiese a questo punto, se per caso avesse a disposizione la ricetta....
La fortuna era che sua figlia, a sua volta aveva preso con sè il quaderno della nonna, nel quale era appuntata la ricetta in questione. In questo modo riuscimmo ad avere questa ricetta, a distanza di anni e anni.
'Sarà contenta mia mamma che vi siete ricordate delle sue bugie', aveva detto infine.......
non riesco davvero a dimenticare questo episodio e ogni volta che preparo le bugie (così le chiamava questa signora ... forse perchè pur essendo sarda era vissuta tantissimi anni in Piemonte..) penso a questo episodio; risalente al periodo della mia infanzia, e ad una persona che per mia nonna era davvero speciale:)

5) quando cucini ami inventare o resti sul tradizionale
In genere non azzardo troppo e quando invento mi giostro sempre con abbinamenti e sapori che secondo me si sposano perfettamente tra loro..se devo sperimentare qualcosa di un pò più azzardato devo averlo già assaggiato o comunque visto da qualche parte e quindi già provato da altri, allora mi fido e provo anch'io!

6) Qual'è il tuo piatto o dolce preferito?
La lista è troppo lunga...mi piacciono troppe cose!!!! A partire dagli antipasti, primi, secondi, dolci, pizze, scaccie, gelati artigianali..non riesco a isolare un solo piatto in particolare...

7) Cosa ti aspetti dal blog
spero solo di riuscire a mantenere, tra alti e bassi, l'entusiasmo sufficiente per mantenerlo vivo e portarlo avanti!

8) Da chi hai ereditato la passione per la cucina
Sicuramente da mia nonna, per quanto i suoi livelli di assoluta perfezione sono per me irraggiungibili..tutto ciò che preparava era speciale e il sapore delle sue pietanze davvero unico!

9) croissant o biscotti
Entrambi

10) Descrivi brevemente te stessa
Sono una persona molto sensibile e riservata e da bambina la mia timidezza ed emotività erano a livelli quasi patologici poi con gli anni sono notevolmente migliorata..al punto che se trovo davanti a me una persona  con la quale provo sintonia e feeling mi posso aprire anche da subito:)sono anche molto ansiosa ma fortunatamente sono riuscita a migliorare anche questo aspetto del mio carattere non eliminandolo ma almeno riuscendo bene o male a gestirlo..o quasi....:). I valori cui credo maggiormente sono la correttezza, il rispetto e la sincerità che ritengo essenziali in qualsiasi rapporto sia d'amicizia che di amore..

11)  Quando cucini ti piace farlo in compagnia o preferisci preparare i tuoi piatti da solo\a
Se devo apprendere un piatto nuovo  ovviamente in compagnia (anche per vedere e capire meglio tutti i passaggi) ma nella stragrande maggioranza dei casi cucino da sola, ho la sensazione di concentrarmi meglio:)

Secondo il regolamento dovrei ora nominare 10 blog con meno di 200 sostenitori...ai quali porre 11 domande...dal momento che non me la sento di escludere nessuno in quanto tutti a mio parere meritevoli, dedico questo premio a tutte le amiche che mi seguono:)) invitando chi vuole ritirare il premio a rispondere alle seguenti domande:
1) quando è nata la tua passione per la cucina?
2) a parte il mondo dei blog, sono tante le persone con cui la condividi?
3) qual'è il tuo cavallo di battaglia?
4) qual'è il piatto che cucini più spesso?
5) quali sono i tuoi interessi?
6) quale sport pratichi o ti sarebbe piaciuto praticare?
7) che genere di musica preferisci?
8) cosa ami fare nel tempo libero?
9) quali sono i valori cui credi maggiormente?
10)  qual'è il tuo libro preferito?
11)qual'è stato il viaggio che ricordi con maggiore emozione?

mercoledì 26 ottobre 2016

Is Malloreddus







Questa ricetta è per me speciale in quanto appartenente a mia nonna, venuta a mancare (come tantissime di voi sanno) lo scorso anno e alla quale sono e sarò sempre  legatissima...
si tratta di una preparazione tipica della Sardegna la cui differenza, rispetto a quella più nota e diffusa sta essenzialmente ed esclusivamente nella forma più grande (se avete avuto modo di assaggiarli avrete notato che is malloreddus tradizionali realizzati  a livello industriale ma anche artigianale sono più piccoli, pur avendo la medesima forma di quelli da me realizzati:).
Per quanto riguarda l'impasto anche questo ricalca gli ingredienti base eccetto per la presenza della patata lessa schiacciata (aggiunta di mia nonna, la quale affermava che questa conferiva maggiore leggerezza).
Is malloreddus vengono realizzati con il cestino tipico sardo (detto 'su xibiru') adibito allo scopo e spesso anche utilizzato al tempo stesso come ornamento, appeso alle pareti delle cucine sarde. Dopo aver creato un cordoncino sottile tipico degli gnocchi, si tagliano pezzetti non troppo piccoli con il coltello i quali vengono passati, schiacciando bene il dito, nelle righe del cestino spolverizzate di farina creando in questo modo is malloreddus.
Questi verranno cotti in abbondante acqua salata e conditi o con sugo di pomodoro semplice (cipolla, conserva e basilico) o con sugo di salsiccia..ottimi anche con quello delle polpette.
Mia nonna li preparava e condiva con tanto di salsa e formaggio grattugiato una mezz'oretta prima di portarli a tavola nella terrina tipica sarda in terracotta (detta'sa scivedda') o in un piatto fondo di ferrosmalto..li copriva benissimo in modo che si mantenessero caldi. Giustificava tale procedura affermando che con il riposo is malloreddus si sarebbero insaporiti ancora meglio e in conseguenza a ciò sarebbero risultati molto più buoni. Vi consiglio vivamente di replicare questo in quanto vi posso garantire che il piatto guadagna davvero in sapore;).
Una ricetta che voglio proporre in quanto per me importantissima..e il suo valore affettivo è immenso..ho sempre il ricordo de is malloreddus preparati da mia nonna (dalla quale appresi la ricetta ) e il loro sapore era davvero speciale..forse perchè sono i ricordi che ci legano alle persone speciali  a rendere tale tutto ciò che preparavano...a maggior ragione quando, come in questo caso, si tratta di una ricetta veramente valida (come tutte quelle che lei realizzava del resto...diverse delle quali le ho già postate nel blog:))).
Ma ecco la ricetta:

Ingredienti: (questa dose è abbondante per quattro persone..facendo mezza dose come me viene meno abbondante e credo potrebbe bastare per tre persone...)

500 gr di farina di semola rimacinata
250 gr di patate lesse schiacciate con il passapatate
1 pizzico abbondante di zafferano (mia nonna utilizzava sempre quello di San Gavino Monreale, particolarmente pregiato)aggiunto e amalgamato alle patate schiacciate
sale (metterlo nell'acqua nella quale andremo a bollire le patate, sbucciate, tagliate a dadini e passate nello schiacciapatate ancora calde
1 uovo medio
poca acqua (nella quale avremo sciolto un pizzico di sale). Considerate che l'impasto non deve risultare troppo molle quindi aggiungerla a poco a poco fino al raggiungimento della giusta consistenza

per la salsa (nel mio caso semplice ma si abbina perfettamente quella con la salsiccia o con le polpette;)

1 bottiglia di conserva di pomodoro fatta in casa

questa è la foto di quella da me utilizzata


per vedere com'è stata realizzata cliccate qui. Quest'anno l'abbiamo fatta solo con il pomodoro ciliegino (nella zona della Sicilia dove risiedo è rinomato, di ottima qualità e dolcissimo..in Estate da il meglio di sè;) ed è di una bontà unica

cipolla bianca
basilico fresco
olio extravergine d'oliva
sale ed eventualmente zucchero q.b.


Preparare la salsa di pomodoro: soffriggere nell'olio extravergine d'oliva...la cipolla finemente tritata


unire la conserva......





 coprire e cuocere finchè non è densa . In cottura aggiungere sale e se necessario correggere di zucchero...
quasi a fine cottura unire del basilico fresco spezzettato con le mani...

Lessare le patate a dadini in abbondante acqua salata, scolarle e, ancora calde, passarle nello schiacciapatate.
Unire lo zafferano (io ho utilizzato quello di San Gavino Monreale che si trovava a casa di mia nonna  avvolto in questa carta inserita all'interno di una boccetta di vetro)


  e amalgamare..



In una terrina versare la farina di semola rimacinata e aggiungere le patate...amalgamare bene con le mani e unire un uovo intero (io ho fatto mezza dose e ne ho aggiunto metà...per calcolare il peso l'ho inserito all'interno di un bicchiere di plastica il cui peso è irrisorio e ne incorporato metà).


Amalgamare bene e aggiungere poco per volta acqua (nella quale avremo sciolto un pizzico di sale fino) q.b. ad ottenere un composto non troppo molle...
ecco l'impasto ruvido e grezzo prima di essere passato nella macchinetta per tirare la pasta...


Dividerlo in pezzi (e coprire con la pellicola in modo che gli stessi a contatto con l'aria non si seccano) e passarli man mano (dopo averli appiattiti con il mattarello) nella macchinetta per tirare la pasta solo nel livello che permette di ottenere lo spessore più grosso (nella mia: versione nuova ed elettrica dell'Imperia corrisponde al livello 6, ma nell'Imperia tradizionale manuale ricordo che corrisponde a 1...) finchè l'impasto non risulterà liscio ed omogeneo...


Piegare man mano i pezzi d'impasto così passati in due (come vedete in foto) spolverizzando leggerissimamente di farina una metà in modo che non si attacchino tra loro e coprirli benissimo con la pellicola....



A questo punto aprire le sfoglie (se troppo grandi tagliarle a metà) e iniziare ad arrotolarle iniziando a piegare dai bordi superiori 


scendendo verso il basso


 e (contemporaneamente ) arrotolando fino muovendo i palmi delle mani dal centro ai bordi estremi (che andranno arrotondati) creando in questo modo un cordoncino tendenzialmente sottile come potete vedere in foto...circa un dito di spessore..o poco meno....


Ricavare con il coltello tanti pezzetti, non troppo piccoli...


Infarinarli (sopra un piano cosparso di farina e passarli in 'su xibiri' (il cestino sardo per realizzare is malloreddus) anch'esso leggermente spolverizzato di farina.


Passare man mano i pezzetti di pasta nelle righe di su xibiru premendo bene con il polpastrello del pollice ricavando così is malloreddus






Sistemarli man mano in un canovaccio da cucina spolverizzato di farina...


 Cuocerli in abbondante acqua salata. Intanto avremo versato un pò di salsa di pomodoro e formaggio grattugiato a piacere (io ho utilizzato il grana) nel fondo di una terrina di adeguate dimensioni
Scolare is malloreddus, versarli nella terrina e condirli con altra salsa e formaggio grattugiato..a questo punto mia nonna copriva tutto affinchè si potesse mantenete caldo e faceva riposare una mezz'oretta prima di servirli a tavola cosichè i sapori potessero amalgamarsi meglio tra loro;)




venerdì 14 ottobre 2016

Insalata di fagioli, tonno e cipolle



Caldo, caldo strano,cappa pesante nell'aria, caldo africano, vento bollente..chissà se arriverà anche la sabbia rossa del deserto come non di rado capita qui .....che sporca balconi, inferriate, persiane e auto....
so che in altre parti d'Italia ormai è Autunno inoltrato ma qui in Sicilia, perlomeno nella punta più meridionale dell'isola (dove risiedo) dopo giorni di afa e una parentesi sempre estiva ma più fresca e gradevole da diversi giorni c'è un caldo soffocante e un vento che anzichè essere rinfrescante bolle e riscalda più del solito!!
Io ormai mi sento veramente fiacca e spero che il fresco arrivi anche qui...ho la testa perennemente stordita e sto sempre sudando!!!Mi trovo ancora in tenuta estiva sia a casa che fuori..eppure questo non da alcun sollievo in quanto si tratta di un caldo che ti penetra nella pelle e nella testa...pesantissimo....
la ricetta che propongo è come potete immaginare decisamente estiva e adatta alla stagione che qui da me non vuole assolutamente andare via!
Un antipasto freddo (ma volendo potrebbe essere considerato anche un piatto unico;) che mia madre era solita preparare in occasione delle principali  ricorrenze quando abitavo in Sardegna con i miei:).
Un piatto semplicissimo ma veramente buono che vi consiglio vivamente di provare:))

Ingredienti: (le dosi sono decisamente 'ad occhio')

fagioli bianchi di Spagna (nella foto ho utilizzato un barattolo)
cipolla bianca
tonno sott'olio sgocciolato benissimo dal suo olio di conservazione (nella foto ho utilizzato una scatoletta di tonno)
olio extravergine d'oliva
se necessario sale

Per rendere meno aspro il sapore della cipolla ho imparato a metterla a mollo per un'ora in acqua e sale dopo averla tagliata finemente).


Sgocciolare i fagioli dal loro liquido di conservazione e sistemarli in una terrina.
Unire il tonno precedentemente sgocciolato benissimo dal suo liquido di conservazione e sminuzzato con i nebbi della forchetta. Amalgamare.


Aggiungere la cipolla strizzata e amalgamare anche questa


Infine condire con olio extravergine d'oliva...assaggiare ed eventualmente salare q.b
Coprire con la pellicola  e conservare in frigo qualche ora prima di servire


lunedì 3 ottobre 2016

Insalata di pasta carote, tonno e limone




Dopo giorni di fresco bellissimo (25 gradi di giorno) purtroppo le temperature sono di nuovo salite: siamo a trenta gradi con un tasso di umidità altissimo e un senso di afa appiccicosa sulla pelle. Già stavo pregustando un molto pseudo inizio Autunno per essere di colpo catapultata di nuovo in Estate..questo innalzamento repentino delle temperature mi fa stare fisicamente male in quanto mi stordisce e mi fiacca tantissimo (pensate che in questo momento, e siamo nel tardo pomeriggio, ho l'aria condizionata accesa!).
Speriamo che quanto prima possibile le temperature subiscano un abbassamento..ma temo che ciò non avverrà presto:(
ne approfitto per proporvi una buonissima insalata di pasta la cui ricetta è stata attinta anni fa come al solito dal forum di coockaround (per vedere la ricetta originale dalla quale ho attinto cliccate qui).
Il motivo percui la condivido è perchè gli abbinamenti utilizzati danno luogo ad un insieme di sapori veramente buonissimo...oltre al fatto che  la ricetta in questione è entrata a pieno titolo a far parte del mio ricettario personale;):ottima in Estate (infatti l'ho preparata recentemente causa il ritorno improvviso di questa stagione...) e la consiglio anche in previsione di un invito: infatti anni fa la preparai per il buffet di compleanno di mio marito (insieme a tante altre cose) e riscosse un grande successo:)). In conseguenza a ciò vi consiglio vivamente di provarla in quanto davvero ottima, mi dispiace solo che le foto non rendano giustizia poichè bruttissime ma vi garantisco la sua bontà;).
Ma ecco la ricetta:

Ingredienti:

dose per due persone:

175 gr di pasta tipo sedanini rigati (io utilizzavo sempre quelli, non i sedani ma proprio i sedanini. Purtroppo in mancanza ho dovuto ripiegare sui sedani ma vi consiglio vivamente i primi in quanto la resa del piatto è decisamente migliore;) o conchigliette rigate (io consiglio un pasta di piccolo formato poichè pare che i sapori si amalgamano meglio tra loro;)
1 scatola grande di tonno sott'olio (quella da 160 gr mi pare) più un altro pochino
2 carote grandi tagliate e julienne non troppo fine ma nel modo che vedete in foto (io le taglio a julienne un pò grossa con il robot da cucina poi perfeziono con il coltello tagliandole ulteriormente..ho l'impressione che uno spessore medio sia preferibile ad uno troppo fine o ad uno troppo grosso;)
succo di 1\4 di limone medio più un'altra spruzzatina
scorza grattugiata di 1\2 limone medio
SCONTATO OVVIAMENTE CHE I LIMONI DEVONO ESSERE GIALLI E NON TRATTATI!!!
prezzemolo (una manciata)
basilico (una manciata)
1\2 spicchio d'aglio piccolino tritato
olio extravergine d'oliva
sale
pepe nero

Vi fornisco anche la dose che anni fa appuntai in occasione del buffet per mio marito:). Ovviamente si tratta di dosi per tante persone!!

500 gr di sedanini rigati
6 scatole grandi (mi pare siano da 160 gr) di tonno sott'olio
6 carote grandi tagliate nel medesimo modo delle dosi precedenti
1 grosso spicchio d'aglio
succo di poco più della metà di mezzo limone medio più un'altra spuzzatina
scorza grattugiata di un limone medio intero più 1\4 della scorza grattugiata di un altro limone medio
qualche manciata di prezzemolo
qualche manciata di basilico
olio extravergine d'oliva
sale
pepe nero

Grattugiare le carote nel mixer a julienne....(il mio le taglia di questo spessore che poi io riduco ulteriormente con il coltello in quanto la dimensione ottimale ho trovato sia non quella estremamente sottile nè questa che vedete;).


Eccole ridotte ulteriormente con il coltello..spero si renda l'idea dello spessore che devono avere...
ho aggiunto anche il tonno scolato benissimo dal suo olio di conservazione e sminuzzato precedentemente in un piattino con i nebbi della forchetta..ho poi mescolato il tutto...


ho aggiunto l'aglio finemente tritato, il prezzemolo e il basilico tritati .....


il succo e la scorza grattugiata del limone. Ho condito con olio extravergine d'oliva, sale e pepe nero e ho mescolato il tutto....


coperto con la pellicola trasparente e conservato un'ora in frigo....cosichè il tutto  avesse modo di raffreddarsi....
Intanto ho cotto la pasta al dente in abbondante acqua salata, l'ho scolata e versata in una pirofila, condita con un filo di olio extravergine d'oliva e fatta raffreddare...
Unirla al condimento preparato, se necessario aggiungere un altro pò di olio extravergine d'oliva e se è il caso aggiustare di sale e pepe.
Coprire e tenere in frigo qualche ora cosichè abbia modo di insaporirsi bene:).


nb: devo precisare che nella foto (come potete dedurre) ho usato i sedani rigati ma vi consiglio vivamente i sedanini (che è secondo me il formato di pasta migliore per  questa ricetta, al momento non li avevo in casa:( e poi non so perchè ma da un pò mi pare di non averli più visti...oppure le conchigliette rigate o comunque potete provare con pasta di piccolo formato;)