sabato 3 giugno 2017

Annuncio rivolto a tutti coloro che mi seguono....

Vi voglio comunicare che temporaneamente devo chiudere il blog e per un arco di tempo che al momento non posso quantificare! Mi è necessario infatti prendere un periodo di riposo ma non vi preoccupate in quanto le motivazioni non sono assolutamente gravi e sicuramente,non appena possibile, ne renderò note le ragioni:). Per un pò trascorrerò del tempo a casa dei miei in Sardegna e, come ben sapete, purtroppo non esiste connessione e in conseguenza a ciò mi è impossibile postare ricette nel mio blog e passare nei vostri per salutarvi. Ripeto, il tempo non posso quantificarlo e tengo a sottolineare che non si tratta di un addio ma di un arrivederci a presto:))). Un bacione, un abbraccio e grazie infinite per tutta la gentilezza e l'affetto che mi mostrate attraverso i vostri commenti:). Rosy

domenica 28 maggio 2017

Marmellata di pesche (vecchissima ricetta ripubblicata per partecipare al meat free contest)









Pubblico una vecchissima ma sempre valida ricetta per partecipare al Meat free contest, al quale ho partecipato di recente... ma in quel caso l'ingrediente base da utilizzare per realizzare le ricette era il  formaggio quindi  era necessario pubblicarepiatti che contenessero quest'ingrediente (che io adoro e ho sempre adorato alla follia!:).
Giorni fa invece sono stata invitata da Tania del blog Cucina che ti passa a partecipare a questo stesso contest, valido per i mesi di Maggio e Giugno avente come tema la frutta di stagione..quindi le ricette dovranno contenere quest'ingrediente.
A giorni pubblicherò un post dove vi saluterò per mettere temporaneamente in pausa il blog, quindi ho avuto il piacere di partecipare a questo contest presentando una ricetta a tema pubblicata anni fa, ma, ripeto, sempre validissima, nonchè ottima e che ho il piacere sia di presentare al contest che di condividere con voi.
Niente di nuovo nè originale: una semplicissima marmellata di pesche (so che dovrei chiamarla confettura ma per abitudine e impropriamente la chiamo marmellata;) ma veramente buonissima..unica raccomandazione è di non prepararla in questo periodo in quanto le pesche ancora non sono buone, o perlomeno , a me non piacciono...in quanto a mio giudizio il livello di eccellenza e sapore è raggiunto da questo meraviglioso frutto nel mese di Agosto, quando è possibile trovare quelle pesche a pasta gialla profumatissime, mature, belle succose e dolcissime. In conseguenza a ciò vi consiglio vivamente di rimandare la preparazione tra qualche mese quando le pesche saranno davvero buone e la marmellata verrà così favolosa! Un'altro importante  consiglio è, nel caso di frutta particolarmente dolce, di ridurre a piacere la quantità dello zucchero altrimenti il risultato sarà stucchevole;).
Ma veniamo alla ricetta, per la quale farò il copia e incolla del vecchio post;).
Ci sentiamo presto con il post che ho precedentemente menzionato!



Questa è una ricetta che sono solita preparare da anni..la fonte è un'amica di mia madrina..tempo fa, quando ancora abitavo in Sardegna ebbi modo di assaggiare questa buonissima marmellata. Dal momento che mi piacque chiesi la ricetta.....
Tassativo è utilizzare le pesche del mese di Agosto, a polpa gialla, dolci e mature. Se dovessimo utilizzare pesche di  un'altra qualità il risultato non sarebbe lo stesso....ma anche se dovessimo utilizzare le stesse ma poco mature il risultato non sarebbe affatto buono....


Ingredienti:

1 kg di pesche (tassativo è utilizzare quelle che troviamo nel mese di Agosto, a polpa gialla, dolci e mature)
500 gr di zucchero semolato (se dovessimo constatare che le pesche sono dolci di loro  in modo esagerato, eccessivo, possiamo diminuire un pò la quantità dello zucchero)
succo di 1 limone giallo medio non trattato spremuto e filtrato

Sbucciare le pesche e tagliarle a pezzettoni.
Sistemarle nel recipiente di cottura (io ho utilizzato un tegame antiaderente di adeguate dimensioni), aggiungere lo zucchero e il succo di limone. Mescolare con  il cucchiaio di legno (giusto per amalgamare il tutto).......

 e farle macerare 2 ore.


Trascorso il tempo mettere il tegame sul fuoco, accendere il gas (fiamma medio\bassa) e cuocere per 15\20 minuti mescolando spesso con il cucchiaio di legno (in pratica le pesche si devono ammorbidire).


Fare intiepidire il composto e passarlo nel passaverdure.


Rimetterlo nel gas ( fiamma medio\bassa)  e continuare a cuocere, mescolando sempre nello stesso verso con il cucchiaio di legno per circa 1\2 ora. La marmellata è pronta quando, sollevando il cucchiaio  'la polpa rimane densa' (nella ricetta che mi diedero c'era scritta questa espressione:)


Farla intiepidire e versarla nei vasetti di vetro..chiudere, avvolgerli in carta da giornale, sistemarli in un tegame abbastanza alto, versare dell'acqua in modo da coprirli.
Accendere il gas e contare, dal momento del bollore, 30 minuti.
Trascorso il tempo fare raffreddare i barattoli contenenti la marmellata nella stessa acqua.


Conservare i barattoli ormai completamente freddi nella dispensa e consumare la marmellata dopo almeno 2 settimane.
La sua durata è 1 anno (se non viene aperta). Quando la apriamo (ovviamente ) la conserveremo in frigo.






Con questa ricetta partecipo al Meat free contest ideato da UNA MAMMA CHE CUCINA E ospitato dal blog  CUCINA CHE TI PASSA


Meat free contest


mercoledì 17 maggio 2017

Tortini di carote e mandorle





Questi  tortini sono uno spettacolo a dir poco e vi consiglio vivamente di provarli:  buonissimi a livello di sapore e perfetti a livello di consistenza in quanto sono una nuvola di leggerezza, sofficità..pur non essendo asciutti!!! Sembra che  due termini cozzano tra loro ma vi assicuro, vi garantisco che non è affatto così!!!!!!!
Ho caricato anche la foto di un muffin tagliato a metà in modo che possa essere visibile la consistenza interna descritta (e spero renda l'idea!;) perchè possiate verificare quanto scritto con i vostri occhi:).
Io li adoro letteralmente, a colazione ne mangio anche tre accompagnati da una tazzona (quelle gialle del Mulino Bianco degli anni'80 che conservo da quando ero piccola) di caffellatte (la colazione è il momento della giornata in cui in assoluto ho più fame, in genere mangio poco e leggero a cena ma alla colazione non rinuncerei mai!!!).
Sono solita preparare da diversi anni questa ricetta e devo ribadire che  non appartiene assolutamente a me, quindi non ho attinto da ricette di famiglia o di amici ma l'ho presa dal blog Vivi in cucina dal quale ho attinto diverse ricette, sempre riuscite perfettamente!

Ingredienti (io ho ricavato 12 tortini nello stampo apposito che vedete in foto più altri quattro o cinque negli stampini per muffins in alluminio usa e getta rivestiti dagli appositi pirottini di carta forno).

180 gr di carote a temperatura ambiente (pesate già sbucciate e pulite)
100 gr di mandorle pelate che ho inserito nel mixer ricavando la farina di mandorle;)
180 gr di farina 00
2 uova medie tenute almeno due ore a temperatura ambiente in modo che possano montare meglio e più velocemente con lo zucchero
140 gr di olio di semi di girasole (io ho adagiato  un bicchiere di carta il cui peso è irrisorio nella bilancia e ho versato al suo interno l'olio di semi di girasole fino ad arrivare a 140 gr)
180 gr di zucchero semolato
1 cucchiaino da caffè raso di cannella in polvere
1 pizzico di sale (questa volta l'ho dimenticato ma erano ugualmente ottimi;)
1 bustina di lievito per dolci Pane Angeli o Bertolini.

Operazione preliminare da compiere è quella di ridurre le mandorle pelate a farina inserendole nel mixer. Questo va fatto andare per pochi secondi a velocità minima quindi massima fino a ottenere una farina.
Sistemarla in una ciotola come in foto.



Nello stesso mixer dove abbiamo lavorato le mandorle inserire le carote a pezzi e sminuzzarle finemente...
lavorare 10 minuti, con le fruste elettriche a bassa velocità, le uova tenute almeno due ore a temperatura ambiente con lo zucchero semolato..dovranno diventare bianche  e spumose!




A questo punto aggiungere la farina di mandorle e amalgamarla con le fruste elettriche.


Una volta incorporate perfettamente al composto di zucchero e uova aggiungere anche le carote sminuzzate finemente nel mixer e amalgamare anche queste sempre con le fruste elettriche (è importante utilizzarle perchè in questo modo sia la farina che le carote verranno ulteriormente sminuzzate;).


Aggiungere ora la cannella in polvere, e amalgamare anche questa sempre con le fruste elettriche...


Aggiungere ora la farina, versata poco per volta con il colino  o setaccino per evitare grumi e utilizzando sempre le fruste elettriche a bassa velocità..alternandola con l'olio di semi..


Infine unire il lievito, sempre fatto cadere con il colino o setaccino e su tutta la superficie e non solo su una parte di essa...
amalgamare anche questo con le fruste elettriche a bassa velocità..



Versare il composto nello stampo per muffins rivestito degli appositi pirottini di carta forno..non esagerate con le quantità in quanto in cottura crescono abbastanza..io ho inserito due cucchiai da minestra nè rasi nè troppo pieni ma normali su ogni pirottino.
Dal momento che è avanzato impasto ho riempito anche quattro o cinque stampini di alluminio usa e getta per muffins rivestiti sempre con gli appositi pirottini di carta forno:).


Cuocere in forno statico preriscaldato a 180° con la griglia nella parte media del forno per 25 minuti.
Trascorso il tempo fare la prova stecchino per sicurezza (ma i tempi sono questi, almeno per quanto riguarda il mio forno...) , sfornarli e attendere che si raffreddano prima di toglierli dallo stampo per muffins .
Sono favolosi a dir poco, buonissimi, leggeri e soffici come una nuvola!!
Si mantengono sempre perfetti per giorni se conservati nell'apposito contenitore per torte (quello in plastica trasparente con chiusura).
 Spero che le foto rendano l'idea della loro bontà e soprattutto della consistenza interna spettacolare descritta!!Provateli, non ve ne pentirete, sono troppo buoni!!!!!!!
Grazie a Vivi per la splendida ricetta!:).



nb : sono più tortini che muffins..ma quel che conta è che sono buonissimi:)

sabato 6 maggio 2017

Polpette siciliane di patate



Una ricetta tipica della Sicilia o perlomeno della zona nella quale risiedo.
Si tratta di semplicissime polpette di patate ma di uno sfizioso unico! A prima vista sembrerebbe una ricetta non dissimile da tante altre appartenenti allo stesso genere..ciò che la differenzia è essenzialmente l'uso (assolutamente tassativo) del caciocavallo ragusano grattugiato..è questo infatti che conferisce quel sapore particolare (e buonissimo) davvero unico e speciale, in assenza di tale ingrediente.....non sarebbe la stessa cosa e il risultato cambierebbe senza ombra di dubbio..

Ingredienti: (dosi molto ad occhio, è difficile fornire un quantitativo dettagliato..)

patate lesse sbucciate e schiacciate
abbondante caciocavallo ragusano grattugiato (ingrediente fondamentale  e assolutamente tassativo, mi raccomando, non provate a sostituirlo perchè la ricetta non sarebbe la stessa!). Inoltre qui è necessario abbondare con il formaggio..il sapore sta tutto lì;)
pane grattugiato q.b (necessario perchè utilizzando il solo caciocavallo l'impasto verrebbe tendenzialmente molle..invece il pangrattato conferisce la gusta consistenza. Anche qui la quantità è abbastanza ad occhio ma inferiore rispetto quella del formaggio grattugiato. Per rendervi conto della quantità..dev'essere quella necessaria ad ottenere un composto non troppo molle nè troppo duro..vi consiglio di fare la prova e, quando constatate che è possibile realizzare le polpette vuol dire che avete raggiunto la consistenza giusta;)
sale (vi consiglio eventualmente di aggiungerlo solo dopo aver unito il formaggio alle patate in quanto il primo è molto saporito e potrebbe anche non essere necessario aggiungerne o al limite appena appena un pizzico, pochissimo...)
pepe nero
uova (per la quantità di patate che vedete in foto ne avevo incorporate due grandi)
poco prezzemolo fresco tritato (nella ricetta ci vorrebbe..al momento in cui mi è stata data hanno dimenticato di segnalarlo e quindi l'ho omesso...le polpette erano ugualmente buonissime..ma dal momento che si trattava di un ingrediente fra quelli previsti...mettetelo!).

Inoltre: farina di semola rimacinata nella quale passeremo le polpette prima di friggerle

olio di semi di arachidi per friggerle (la frittura per questa ricetta tradizionale è assolutamente tassativa, altrimenti non sarebbe la stessa cosa;)

Lessate le patate intere con la buccia in abbondante acqua salata, sbucciatele e passatele nello schiacciapatate facendole cadere in una terrina. Farle raffreddare o perlomeno intiepidire.



Aggiungere abbondante caciocavallo ragusano grattugiato...



e amalgamarlo perfettamente..quindi uova intere, pepe nero e pangrattato q.b ad ottenere un composto morbido ma non molle  (la sua giusta consistenza è raggiunta quando è possibile formare le polpette).
nb: insieme a questi ingredienti aggiungete anche prezzemolo fresco tritato...io purtroppo l'ho omesso in quanto al momento di darmi  la ricetta si erano dimenticati di segnalarlo. Le polpette erano buonissime anche così, comunque;)



Amalgamare bene il tutto e assaggiare...se necessario aggiungere un pizzico di sale, ma se l'impasto è già saporito omettetelo;).

  
Formare le polpette conferendo loro la forma allungata..passatele nella farina di semola rimacinata e friggerle in abbondante olio di semi di arachidi finchè non assumeranno un colore dorato da ambo i lati...



Scolarle con la schiumarola e sistemarle in un piatto con carta assorbente da cucina.
Buone tiepide e ottime fredde (al contrario di altri tipi di frittura, questo perchè i sapori si distinguono perfettamente tra loro;).



La foto è orribile (come al solito) ma la bontà di queste polpette è indiscutibile!;)

sabato 29 aprile 2017

Pasta con gamberi e zucchine e pasta tonno e peperoni





Due ricette la cui semplicità è veramente estrema ma che mi sento di condividere in quanto davvero buone.
La prima appartiene alla suocera di mia cognata mentre la seconda è di mia madre.
Ingredienti e abbinamenti semplici ma ottimi..la loro bontà deriva quindi dalla qualità della materia prima utilizzata: nel primo caso dall'uso di gamberi freschi e di zucchine buone, nel secondo da peperoni saporiti (i miei erano piccoli , teneri e di qualità cornetto;).
Ma veniamo alle ricette in questione:


Pasta con gamberi e zucchine (le dosi sono un pò ad occhio ma vi consiglio comunque di abbondare con il condimento in quanto così il risultato sarà ancora più gustoso;). In questo caso quelle riportate sono per 6 persone. 

600 gr scarsi di pasta corta (io ho utilizzato questa che vedete in foto, prodotta da un pastificio locale;).
1 kg di gamberoni rosa freschi
2 spicchi d'aglio sbucciati e interi
6 zucchine medie
peperoncino in polvere
sale
prezzemolo fresco
olio extravergine d'oliva

Operazione preliminare da compiere è quella di privare i gamberoni della testa e del guscio ed eliminare, con l'aiuto di uno stuzzicadenti il filo nero presente nella schiena (si tratta dell'intestino). Sciacquarli sotto l'acqua corrente e farli scolare in uno scolapasta.




Rosolare lo spicchio d''aglio intero nell'olio extravergine d'oliva e farlo appena dorare.  Unire le zucchine precedentemente lavate, spuntate e tagliate a pezzi.



Salare, incoperchiare e cuocere circa 15 minuti a fuoco moderato finchè non saranno appassite (non devono essere ridotte in poltiglia, devono risultare integre ma al tempo tesso cotte).
A questo punto spegnere.
In un'altra padella rosolare sempre nell'olio extravergine d'oliva l'aglio rimanente finemente tritato con un pò di peperoncino in polvere e parte del prezzemolo fresco tritato (tenerne da parte circa la metà per unirlo alla fine sulla pasta al momento della mantecatura con il condimento).




Non appena l'aglio sfrigola aggiungere i gamberi, salare e spegnere non appena questi cambiano colore.



A questo punto aggiungere le zucchine (dopo aver eliminato l'aglio), amalgamare 5 minuti con il gas acceso e spegnere.



Cuocere la pasta al dente (tenere da parte un pò dell'acqua di cottura) scolarla e versarla nel tegame con il condimento tenendo il gas acceso..infine aggiungere l'altra parte del prezzemolo fresco tritato e continuare ad amalgamare..qualora il tutto si dovesse asciugare aggiungere un pò dell'acqua di cottura della pasta.
NB: IMPORTANTISSIMO: L'OLIO EXTRAVERGINE CHE UTILIZZEREMO PER IL SOFFRITTO DELLE ZUCCHINE E DEI GAMBERONI NON DEV'ESSERE CERTAMENTE ECCESSIVO MA NEANCHE UN FILO..ALTRIMENTI Il CONDIMENTO RISULTA ASCIUTTO!!



Pasta tonno e peperoni (dosi anche qui ad occhio, cercate comunque di abbondare con il condimento)

Pasta formato penne rigate (circa 400 gr per 4 persone)
peperoni teneri e dolci (i miei erano piccoli e biologici ma gustosissimi)..mi pare che fossero almeno sei
una cipolla  bianca medio grande
tonno sott'olio (almeno due o se preferite anche tre vasetti piccoli. Io vi fornisco le dosi indicative ma voi regolatevi secondo il vostro gusto)
olio extravergine d'oliva
sale

Fare appassire la cipolla tagliate a velo nell'olio extravergine d'oliva.




Aggiungere poi i peperoni tagliati a grosse listarelle e farli appassire..salare q.b, coprire e cuocere fino ad avvenuta cottura.


A parte scolare il tonno dall'olio di conservazione e  sgranarlo con i nebbi della forchetta
Al termine della cottura dei peperoni aggiungerlo agli stessi, amalgamare e spegnere subito.



Scolare la pasta al dente (tenere da parte un pò della sua acqua di cottura), aggiungerla nella padella con il condimento tenendo il gas acceso.
Qualora il tutto si dovesse asciugare aggiungere un pò di acqua di cottura della pasta.



Sembrerebbe asciutta  ma vi assicuro, vi garantisco che non lo era affatto;)

mercoledì 19 aprile 2017

Scaccia ragusana pomodoro e formaggio (vecchissima ricetta ripubblicata per partecipare al contest di Sabrina:)



Una ricetta vecchissima, la prima pubblicata nel blog..ho deciso di postarla di nuovo per partecipare al contest di Sabrina;).
Faccio il copia incolla del vecchio post:).


Le scaccie sono una preparazione tipica della zona del ragusano.. inizio con il postare una delle versioni , cioè quella al pomodoro e formaggio...ma vi sono diverse versioni  della stessa preparazione, che talvolta possono ricalcare la forma di queste al pomodoro e formaggio, talvolta (e spesso) assumono la tipica forma 'a scarpetta', cioè di una sorta di calzone.
Queste diverse versioni presentano una certa varietà di ripieni: spinaci, ricotta e cipolla, ricotta e fave, ricotta e salsiccia  (quest'ultimo ripieno lo possiamo trovare anche in altre preparazioni tipiche della zona del ragusano, cioè nello sfoglio di ricotta e salsiccia e nelle cosìdette 'teste di turco' o 'tommasini'). Vi sono inoltre scaccie ripiene di melanzane, broccoli, seppie.....a Pasqua è invece tradizione preparare la cosìdetta 'impanata' con la carne di agnello....le scaccie costituiscono una vera prelibatezza...io le adoro!!!!!!
Pur non essendo sempre vissuta  in Sicilia, ho avuto modo di apprendere la loro preparazione già da tempo....inoltre, come penso si possa ben immaginare, le scaccie preparate in casa, con ingredienti genuini hanno un sapore davvero speciale...........
ma veniamo alla ricetta, con la quale ho partecipato al Contest 'Geografia in Tavola' all'interno del blog 'Le Leccornie di Danita'.

Ingredienti per l'impasto:

500 gr di farina di semola rimacinata (io in genere ne metto 400 gr e me ne vengono 4 o 5, ma sono grandi...)
mezzo panetto di lievito di birra (se si usano 400 gr di farina metterne anche un pò meno)
olio extravergine d'oliva (dovrebbe essere 50 gr per ogni kg di farina)
acqua qb (qui le dosi sono 'ad occhio', nel senso che la quantità dovrebbe essere quella necessaria alla creazione di un impasto nè troppo molle nè troppo duro)
sale qb (io per 500 gr di farina metto un paio di cucchiaini da thè di sale)

Per il condimento:

Circa 4 bottiglie di conserva di pomodoro (sostituibili con dei pelati passati di buona qualità)

3 o 4 cipolle non troppo piccole ma sul medio tendenti un pò al grande
abbondante basilico fresco
caciocavallo ragusano rigorosamente semistagionato
provola
caciocavallo grattugiato
olio extravergine d'oliva



Mettere la farina in una terrina (o nel piano da lavoro) e unirvi 'olio, il lievito sciolto in pochissima acqua appena intiepidita, unire ora a poco a poco altra acqua e il sale. L'acqua dev'essere in quantità necessaria a creare un impasto nè troppo molle nè troppo duro, quindi va aggiunta poco per volta. Lavorare bene il composto fino ad ottenere un impasto liscio e bello omogeneo.








Quando è pronto conferirgli la forma di una palla, fare una croce sopra con il coltello e fare lievitare dentro una ciotola ben coperto in luogo lontano dalle correnti (io in genere lo metto dentro il forno spento) per circa 1 oretta o tre quarti d'ora (i tempi di lievitazione sono inferiori a quelli della pizza), quando sarà pronta,  la croce   incisa con il coltello sopra la pasta si dovrebbe spaccare...


Intanto preparare la salsa ( io consiglio di prepararla il giorno prima, sia perchè insaporisce di più e sia perchè se si prepara all'ultimo momento e si versa, ancora calda, nella sfoglia così sottile, si corre seriamente il rischio di rompere la sfoglia!): in un tegame mettere a cuocere la cipolla tagliata a fette sottili con un pò di olio extravergine finchè non è ben appassita.






 In un'altra pentola versare la salsa di pomodoro e metterla a cuocere, dopo un pò unire le cipolle ben appassite, coprire e cuocere la salsa, aggiustare di sale e di zucchero.





Dividere l'impasto (lievitato) in panetti di 150 gr o 100 gr (se si vogliono scaccie un pò più piccoline) e stenderle con il mattarello (sul piano di marmo o in quello di legno ben infarinati) in sfoglie che devono essere più fini possibili, talmente fini che si capisce che stendendole ulteriormente si romperebbero , devono essere al limite, tipo ostia. Per aiutarsi, ogni volta che si procede con il mattarello, spolverizzare la sfoglia sopra e sotto con un pò di farina (ovviamente sempre il rimacinato).




Appena terminiamo di stendere ogni sfoglia la   avvolgiamo nel mattarello (è talmente fine che se presa con le mani si romperebbe), quindi si porta nel tavolo dove avremo messo una tovaglia cosparsa di farina e la srotoliamo sopra la tovaglia. E così si preparano, una ad una tutte le sfoglie.





Quando abbiamo finito di stenderle, torniamo con il mattarello, le riavvolgiamo ad esso e le portiamo di nuovo nel piano di marmo ( o di legno) dove avremo già preparato un  foglio di carta forno. Srotolare la sfoglia direttamente sopra questo foglio e iniziare a condirla: versare la salsa (io tendo ad abbondare, ma non bisogna esagerare troppo, dev'essere abbondante ma non in modo troppo, eccessivamente esagerato, anche se io penso che sia meglio abbondante che il contrario, in quanto odio le scaccie asciutte..) e spargerla uniformemente per tutta la sfoglia con un cucchiaio. Cospargere con caciocavallo grattugiato, pezzetti di provola e caciocavallo ragusano semistagionato (io abbondo con il formaggio perchè mi piace sentirlo!) e basilico spezzato con le mani (abbondo anche con il basilico perchè mi piace molto il suo aroma!). Infine irrorare il tutto con un filo sottile di olio extravergine, distribuito 'a spirale su tutta la sfoglia' partendo dal centro.


Lo stesso identico procedimento lo ripetiamo anche nelle pieghe successive.
Una volta finite, prendere le scaccie direttamente con la loro carta forno (meglio non toccarle con le mani..il rischio che, essendo così fini e così ben condite si rompano è elevatissimo..sono molto delicate!) e sistemarle nella teglia da forno..cuocerle nel forno a 200° o a 180° (dipende dal forno, se le faccio nel forno a gas lo metto a 200°, se elettrico ventilato a 180°...)..il tempo di cottura varia in base al forno..ma è un tempo compreso tra tre quarti d'ora o un 'ora (questo sempre in base al forno che si ha  e che si usa), in ogni caso sono pronte quando sia sopra che sotto hanno preso colore. Una cosa importantissima..appena le sforniamo, le dobbiamo coprire subito con uno strofinaccio o canovaccio da cucina e lasciarle coperte finchè non si saranno raffreddate..in questo modo (e questo vale anche per gli altri tipi di scaccie) rimangono belle morbide..a me piacciono fredde..o al massimo tiepide (se si preferiscono tiepide tenerle sotto il canovaccio finchè si sono intiepidite e poi mangiarle), caldissime no, perchè i sapori secondo me non si sentono come quando sono fredde e sia perchè da fredde, essendo così fini e molto condite si possono maneggiare meglio!
Un appunto: questa volta ho voluto provare a omettere il giro finale di olio su ogni piega..e devo dire che si sono aperte pochissimo..quasi niente..ovviamente bisogna sempre abbondare di salsa..altrimenti sono asciutte..
 a me piacciono di più il giorno dopo!




Con questa ricetta partecipo al contest MEAT FREE

 CONTEST IDEATO DA 'Una mamma che cucina  ' e 

ospitato dal blog 'Sabrina in cucina


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